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Edie Mukiibi (Slow Food): il futuro passa dall'educazione

Edie Mukiibi (Slow Food): il futuro passa dall'educazione Torna a prezzo alimentare distribuzione
Giovedì, 24 Novembre 2022
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L’attuale sistema è dominato da grandi aziende che producono, distribuiscono e vendono cibo, influenzando le scelte alimentari delle persone e definendo a monte sia la disponibilità del cibo stesso, sia il suo prezzo. Gli alimenti forniti da questo sistema sono, in gran parte, ricchi di grassi, sale e zuccheri e privi di nutrienti importanti come minerali e vitamine. Inoltre, l’eccessiva abbondanza di questo cibo low cost fa sì che molti individui e comunità non abbiano accesso a diete adeguate e culturalmente appropriate.

Di conseguenza, gli alimenti freschi e poco lavorati, un tempo largamente disponibili nei negozi e nei mercati locali, sono stati nei decenni scorsi sostituiti da prodotti confezionati e ultra-lavorati, pronti per il consumo, che si trovano nei supermercati e nei megastore. Abbiamo così perso il senso del valore del cibo. Esiste solo il prezzo, che deve essere sempre più basso; ma questo è ingiusto sia per il pianeta sia per chi produce il cibo in ogni parte del mondo.

Tra i costi da mettere in conto ci sono quelli ambientali (in termini di spreco di materie prime, di antibiotici che entrano nel ciclo dell’acqua, di contaminazione da nitrati del suolo, di enorme impatto sul cambiamento climatico, di distruzione della biodiversità) e quelli sociali: in primis, quelli per la salute. Vediamo il numero allarmante di persone obese o affette dalle cosiddette Mcnt (Malattie croniche non trasmissibili) in tutti i Paesi e in particolare tra i più poveri.

Chi paga questi costi? Certamente non coloro che fanno profitti con l’industria alimentare ultra-processata. Piuttosto i contribuenti tutti, anche quelli che si illudono di aver risparmiato sul costo della loro spesa. Questo è il punto: siamo stati guidati dall’errata convinzione che basso prezzo equivalga a basso costo.

Questo paradigma deve essere cambiato: solo educando le persone e condividendo l’idea che la salute del pianeta e di tutti noi dipende dal cibo che mangiamo, possiamo capire che un prezzo basso significa semplicemente che è qualcun altro a pagare una parte del costo. Se non sciogliamo l’equivoco di fondo, non usciremo mai da questo modello, che massimizza i profitti dell’agroindustria e scarica le esternalità negative sulla collettività.

Per Slow Food, l’educazione è uno strumento per rendere le persone consapevoli delle conseguenze delle loro scelte alimentari. Conoscere, imparare e scoprire nuovi prodotti e produttori permette di fare scelte di acquisto e di consumo più consapevoli. Conoscere la stagionalità dei prodotti consente di acquistare il cibo nel momento in cui la natura lo rende disponibile, quindi a miglior prezzo; preferire la filiera corta significa rifornirsi direttamente dai produttori, ridurre i costi e riconoscere maggior valore a chi produce nel rispetto della salute dell’individuo e dell’ambiente.

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