James Cameron, Deepsea Challenger © Photo by Mark Thiessen/National Geographic

James Cameron a bordo del Deepsea Challenger

È sceso alla velocità di 150 metri al minuto, a bordo di uno speciale battiscafo monoposto, il Deepsea Challenger, che gli ha permesso di resistere a una pressione di oltre 1,2 tonnellate per centimetro quadrato fino a raggiungere il fondo della Fossa delle Marianne, ovvero 10.898 metri sotto il livello dell’oceano Pacifico. Sono solo alcuni numeri dell’impresa di James Cameron, il regista di film come Titanic , Abyss e Avatar , il terzo uomo nella storia a raggiungere uno dei punti più inarrivabili del pianeta. L’annuncio è arrivato via Twitter direttamente da Cameron che, a bordo del battiscafo, ha toccato il fondale marino alle 7.52 del mattino (le 23:52 di domenica 25 marzo in Italia) dopo una discesa di tre ore. “Sono appena arrivato nel punto più profondo dell'oceano – ha scritto il regista canadese – Toccare il fondo non è mai stato così bello. Non vedo l'ora di condividere con voi ciò che vedo”.
Il battiscafo è tornato poi in superficie con una risalita più rapida del previsto (circa 70 minuti), a 500 km a sudovest dell'isola americana di Guam, nel mezzo del Pacifico occidentale, a metà strada fra l'Australia e il Giappone (erano le 4 del mattino italiane). Obiettivo della missione era quella di raccogliere dati, campioni e filmare immagini. L'impresa di Cameron arriva a più di 50 anni da quella compiuta, sempre nella Fossa delle Marianne con il batiscafo italiano Trieste, da Don Walsh e Jacques Piccard, i primi raggiungere quella profondità. Il regista canadese, precisa National Geographic sul proprio sito, è il primo uomo a compiere l'impresa “in solitario”.

La preparazione per la spedizione è durata sette anni e ha portato alla realizzazione del Deepsea Challenger, un batiscafo monoposto di colore verde dalla forma di siluro verticale, lungo 7,3 metri. È stato costruito in Australia in collaborazione col National Geographic e la sponsorizzazione di Rolex. Alla progettazione del batiscafo e della discesa hanno partecipato lo Scripps Institution of Oceanogrphy, il Jet Propulsion Laboratory e l'Università delle Hawaii. “La cosa più importante è aver spinto i limiti delle capacità umane, quello che gli uomini possono vedere e come possono interpretarlo – ha aggiunto Cameron una volta uscito dal monoscafo – Senza l’aiuto di National Geographic e Rolex e della loro incrollabile convinzione che avremmo potuto scendere nel punto più profondo dell’Oceano, e ritorno, tutto questo non sarebbe stato possibile”.