La Costa Concordia naufragata al largo dell’Isola del Giglio

Un importo forfettario di 11mila euro a persona a titolo di indennizzo, a copertura di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti, inclusi quelli legati alla perdita del bagaglio e degli effetti personali, al disagio psicologico patito ed al danno da vacanza rovinata. È questo quanto spetterà ad ogni passeggero della Costa Concordia naufragata lo scorso 13 gennaio al largo dell’Isola del Giglio. A determinare il valore dell’indennizzo l’accordo raggiunto tra le associazioni dei consumatori e Costa Crociere. All’importo che «verrà riconosciuto indipendentemente dall’età del passeggero, considerando anche i bambini, sebbene non paganti», si sommeranno: «il rimborso integrale del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; il rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera; il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro; il rimborso di eventuali spese mediche sostenute; nonché il rimborso delle spese sostenute durante la crociera».

«L’intera proposta – recita il comunicato stampa di Costa Crociere – non riguarda le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l’indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui. Gli accrediti degli importi avverranno entro 7 giorni dall'accettazione della proposta di Costa da parte dei consumatori. Costa Crociere metterà a disposizione un indirizzo e-mail (rimborsiconcordia@costa.it) ed un numero per le informazioni (848505050)».

Le reazioni

Se per Carlo Pileri, presidente dell’Adoc «è un accordo storico, che chiude una vicenda drammatica una vera class action stragiudiziale che risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo»; per Carlo Rienzi, presidente del Codacons «si tratta di una elemosina che i passeggeri della nave non devono assolutamente accettare». Secondo Rienzi «è assurda la distinzione tra chi ha subito danni fisici e chi invece non ha riportato ferite: i danni fisici, infatti, sono anche quelli di tipo fisiopsichico, non solo fratture o lesioni fisiche tangibili». Pochi giorni fa il Codacons, in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, aveva lanciato, direttamente a Miami, negli Usa, una class action contro la Costa e la Carnival, «diretta a far ottenere ai passeggeri dell’imbarcazione il risarcimento per tutti i danni subiti. Il risarcimento che ci si aspetta dalla Corte Americana è di almeno 125mila euro a passeggero, sino a 2 o 3 volte tanto per casi specifici e sino a oltre un milione di euro nei casi più gravi».