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Se venisse raccolta in un unico specchio d’acqua occuperebbe lo spazio di un’isola, un vero e proprio iceberg di spazzatura che si muove all’interno delle coste del Mediterraneo. Sul Mare Nostrum galleggiano quasi 500 tonnellate di plastica, ovvero 500mila chili di spazzatura dovuta in gran parte ai sacchetti gettati in mare. I dati sono stati presentati nel rapporto 'L'impatto della plastica e dei sacchetti sull'ambiente marino ’ presentato a Roma da Legambiente e l’agenzia Arpa di Emilia Romagna e Toscana. Le associazioni hanno sottolineato che da uno studio condotto dall'istituto francese Ifremer, su 40 stazioni analizzate al largo di Francia, Spagna e Nord Italia, la concentrazione più alta di rifiuti plastici è stata trovata a largo dell'Isola d'Elba, dove il numero di frammenti rilevato è di 892.000 elementi, contro una media di 115.000 frammenti plastici per chilometro quadrato. Proiettata sull'intero Mediterraneo la stima dà 500 tonnellate totali di rifiuti.

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Secondo lo studio, la plastica rappresenta il principale rifiuto rinvenuto nei mari poiché costituisce dal 60% all'80% del totale dell'immondizia trovata nelle acque. I dati dell'Unep classificano i sacchetti al secondo posto tra i rifiuti trovati in spiaggia, preceduti solo dai filtri di sigaretta. Secondo uno studio di Arpa Toscana ogni ora di pesca con le reti a strascico preleva 4 kg di rifiuti, il 73% dei quali costituito da materiale plastico, soprattutto sacchetti. Non va meglio nell'Adriatico, dove il battello oceanografico Daphne della regione Emilia Romagna ha raccolto dragando un miglio di fondale 13 buste di plastica e 4 tra bottiglie e altri contenitori.

Scarica il rapporto Legambiente-Arpa