Topolino, 1949

Anno 1949, il primo numero di Topolino edito da Mondadori

È il Natale del 1932, quando nelle edicole italiane fa il suo ingresso una nuova pubblicazione: Topolino , stampato dall’editore fiorentino Giuseppe Nerbini. Nell’agosto del 1935, la testata passa da Nerbini a Mondadori. Dopo il triste capitolo della Guerra, nell’aprile 1949 torna in edicola Topolino e Mondadori per l’occasione adotta il particolare formato libretto – scelto per ottimizzare l’impiego delle macchine usate dall’editore – che ancora oggi rende unico il magazine.
Da subito Topolino presenta già molte delle caratteristiche che hanno permesso al giornale di arrivare oggi al numero 2973. Già nel numero 7, per esempio, fu pubblicata L’inferno di Topolino , la prima di una lunga serie di Grandi Parodie che nei decenni hanno raccontato in chiave disneyana le storie più popolari di tutti i tempi e di tutte le culture. Si va dalla Paperodissea a Topolino in: Il nome della mimosa, da I viaggi di Papergulliver a Qui, Quo, Qua e il giorno prima degli esami . Sotto la guida di Mario Gentilini, dal 1949 al 1980, cresce e si afferma la parte editoriale del giornale.
Oltre alle storie, hanno grande successo giochi e rubriche cosiddette “enciclopediche”. Di queste ultime, alcune diventano addirittura leggendarie, come Salvator Gotta risponde a…, Se lo sai rispondi, La segretaria per tutti. A Milano gli 80 anni di Topolino in mostra
Quando la direzione passa a Gaudenzio Capelli, aumenta nelle storie e nell’apparato redazionale anche una certa sensibilità ecologica e civile: basti vedere le pagine dedicate agli animali e ai temi d’attualità o le storie contro la speculazione edilizia, il traffico cittadino e il dilagare della pubblicità. Topolino si conferma, inoltre, precursore delle attuali community, grazie a iniziative di enorme successo come i Trofei di Topolino (culla dei giovani talenti sportivi in oltre 40 specialità) e il Club di Topolino (decine di migliaia di iscritti). Del 1988 è lo storico passaggio dalla Arnoldo Mondadori Editore alla The Walt Disney Company Italia, mentre gli anni ’90 sono quelli delle “grandi firme”: Enzo Biagi, Renzo Arbore, Mario Monicelli, Deborah Compagnoni, Susanna Tamaro, Ronaldo collaborano con il giornale in veste di soggettisti. Questi sono anche gli anni dei grandi gadget di Topolino distribuiti su più numeri: l’orologio ecologico nel 1989, la macchina fotografica nel 1990, il Topobinocolo nel 1991, il marsupio nel 1992 e il mitico Topowalkie nel 1993, che fece segnare lo storico record di 1.100.285 copie vendute!
La fama del magazine è tale che sono sempre tanti i personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura desiderosi di collaborare alle sue pagine, con una semplice intervista, scrivendo una storia o diventandone i protagonisti: la lista degli amici di Topolino è lunghissima. Tra gli altri, ricordiamo Mike Bongiorno, Fiorello, Marcello Lippi, Aldo Giovanni e Giacomo, Claudio Bisio, Valentino Rossi, Fausto Brizzi, Gerry Scotti, il Premio Nobel Dario Fo, Lilli Gruber, Vittorio Feltri, Vera Montanari, Michele Serra, Beppe Severgnini, Lina Sotis, Giulio Giorello, Valentina Vezzali, Giuseppe Turani e i grandi maestri Enzo Biagi e Indro Montanelli, fino ai più recenti Alessandro Baricco, Fabio Fazio, Victoria Cabello, Francesco Totti, Cesare Prandelli, Fernando Alonso.
Nel 2000 si affermano nuovi personaggi, come il popolarissimo Paperino Paperotto, ed è il momento delle lunghe saghe come quella fantasy di Wizards of Mickey che, nelle quattro serie pubblicate finora, ha riscosso un successo strepitoso. Paperino acquisisce una terza identità trasformandosi nell’agente segreto DoubleDuck, che sventa complotti e intrighi internazionali in avvincenti saghe, due delle quali ambientate alla Scala di Milano. Si rafforza inoltre la relazione con i lettori che diventano protagonisti delle pagine del giornale, trasformandosi in inviati davvero speciali, i Toporeporter; Topolino si posiziona sempre più come magazine destinato alle famiglie: ai ragazzi in primo luogo, ma senza dimenticare un’importante fetta di lettori adulti. Dell’ultimo decennio sono anche le felicissime esperienze, a fumetti e non, che hanno portato alla realizzazione di capolavori quali “La vera storia di Novecento”, trasposizione a fumetti dal romanzo di Baricco, e “Dracula di Bram Topker”, l’omaggio per i 100 anni dalla scomparsa di Bram Stoker; i numeri speciali di Topolino a Impatto Zero, accompagnati da storie dedicate, le due mini-saghe con Topi e Paperi realizzate per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, l’operazione-concorso “Una poesia contro il razzismo”, che ha visto arrivare in redazione oltre 7.000 elaborati e l’iniziativa “Salviamo le parole”, con la partecipazione di Alessandro Bergonzoni in qualità di testimonial paperizzato. Photogallery - Le copertine che hanno fatto la storia
Prosegue oggi la sfida di Topolino che, grazie alla nuova piattaforma integrata tra sito, carta, iPad e iPhone, mostra ancora una volta la sua capacità di restare al passo con i tempi, coinvolgendo i lettori in avventure sempre nuove. Topolino è uno di quei miti in grado di vivere cambiamenti epocali, senza temere la concorrenza di nuove forme di intrattenimento, continuando ad avere successo grazie al cuore del giornale, le storie a fumetti, permeate da quel tocco speciale chiamato “magia Disney”.