La stretta di mano tra Raul Castro (s) e Barack Obama © Getty Images

Dopo la stretta di mano si passa l’azione. La Casa Bianca rende noto che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dato il suo via libera nella giornata di martedì alla rimozione di Cuba dalla lista dei Paesi che sostengono il terrorismo. Obama ha infatti inviato una nota al Congresso, nella quale ha indicato il suo «intento di annullare» l'inclusione de L'Avana nella lista.

NELLA LISTA DAL 1982. Un passo fondamentale nel processo di ripresa delle relazioni diplomatiche tra Usa e Cuba, interrotte a margine della fallita Invasione della baia dei Porci che nell’aprile del 1961 sancì la rottura tra le due nazioni e l’avvicinamento del piccolo Stato caraibico al blocco sovietico, in un turbinio di eventi che portò il mondo sull’orlo di una terza guerra mondiale.

L’Avana è inserita nella celebre lista Usa dei Paesi sponsor del terrorismo dal primo marzo del 1982, assieme a Stati come la Siria e l'Iran, e la sua esclusione da un elenco che non è mai sembrato davvero appartenerle è il primo passo verso una definitiva distensione, che sotto l’amministrazione Obama ha davvero compiuto passi da gigante.

CUBA APPREZZA. Cuba esprime apprezzamento attraverso una nota di Josefina Vidal, responsabile dei rapporti con gli Stati Uniti, che definisce «giusta» la decisione del presidente. Secondo la Vidal Cuba «non avrebbe mai dovuto essere inserita nella lista: il Paese rifiuta e condanna tutti gli atti di terrorismo in ogni forma e manifestazione».

Obama ha annunciato la sua intenzione al Congresso, che ora ha 45 giorni per opporsi alla decisione. Sullo sfondo, ovviamente, resta la fine dell’embargo auspicato da governo e cittadinanza dell’isola. Un passo che, anche a fronte di questi ultimi avvenimenti, sembra davvero possibile.