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Terre rare: un dominio cinese

Terre rare: un dominio cinese Torna a Terre rare cosa sono cosa servono
Martedì, 20 Settembre 2022

Giovanni Brussato, tra i massimi esperti italiani, spiega perché Pechino controlla questo mercato

Giovanni Brussato-terre-rare

Abbiamo visto come le terre rare siano importanti per il nostro futuro. E, come tutte le cose preziose, possono dare luogo a conflitti o diventare motivi di influenza geopolitica. Giovanni Brussato, fra i massimi esperti di terre rare in Italia, ha spiegato a Business People , che futuro ci aspetta e come queste terre rare impattino sull’ambiente.

Ingegner Brussato, quali sono le implicazioni dell’utilizzo di terre rare a livello geopolitico ed economico? Ce n’è abbastanza per tutti?
Oggi la catena del valore è completamente in mano a Pechino. Da tempo il Dragone sta coltivando la produzione di risorse al di fuori dei suoi confini: un esempio in questo senso è il Myanmar, che fornisce oltre il 40% dei fabbisogni cinesi di terre rare. In questo modo la Cina persegue due obiettivi fondamentali: delocalizzare le problematiche ambientali e preservare le risorse nazionali. Pechino oggi controlla oltre il 90% della catena produttiva dei magneti permanenti, e ogni anno rilascia più brevetti di terre rare rispetto al resto del mondo messo insieme. Capacità estrattiva e proprietà intellettuale le permettono attualmente di avere il controllo sia dal lato della lavorazione dei materiali che sulle loro applicazioni.

Qual è l’impatto ambientale dell’estrazione di queste terre?
All’origine del dominio cinese sul mercato delle terre rare c’è il fatto che è su questo territorio che si svolgevano i processi, estremamente tossici e pericolosi, necessari a estrarre il prodotto dal minerale e raffinarlo in forma utilizzabile. Il governo locale ha scientemente scelto di devastare gli ecosistemi di una parte del Paese per poter produrre a prezzi competitivi e mettere fuori mercato i potenziali concorrenti. Ricordiamo come a mettere in crisi Molycorp Minerals che coltivava lo storico deposito Montain Pass in Nevada negli Usa fu anche la zavorra di costi ambientali che contribuirono a portarla fuori mercato prima, e al fallimento poi. Da tempo lo stesso presidente cinese Xi Jinping si è impegnato per chiudere le estrazioni di terre rare illegali e iniziare una bonifica dei siti inquinati: le stime parlano di costi per oltre 5 miliardi di dollari, ma soprattutto prevedono che ci vorranno dai 50 ai 100 anni prima che l’ambiente possa riprendersi completamente.

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