Tamponi di massa per garantire la riapertura. L'appello di Crisanti, Ricolfi e Valditara

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Tamponi a tappeto. È quanto chiedono Luca Ricolfi, Andrea Crisanti e Giuseppe Valditara – rappresentanti del gruppo di accademici Lettera 150 – se dicono "vogliamo che la imminente riapertura non sia effimera, se vogliamo evitare la chiusura di centinaia di migliaia di aziende, se vogliamo che milioni di lavoratori non perdano il posto di lavoro". E per giustificare la loro richiesta e provarne la fattibilità, hanno elaborato una spiegazione in 11 punti.

Tra le prove a sostegno della loro tesi, gli scienziati citano "una recente comparazione internazionale" secondo cui "il numero di tamponi giornalieri per abitante è inversamente correlato a quello dei morti: più tamponi, meno morti". e ricordano che "persino l’Oms ora caldeggia l’esecuzione di tamponi di massa".

Sul fronte della fattibilità della proposta, sottolineano che "il costo per il processamento di un tampone, utilizzando reagenti almeno in parte prodotti nei laboratori di ricerca, è dell’ordine di 15 euro (inclusi il costo del personale tecnico, le utenze, il costo di ammortamento della strumentazione)" e ricordano che "molte imprese private, in diverse regioni italiane, si sono rese disponibili a pagare una campagna di indagini molecolari per i propri dipendenti e persino a finanziare laboratori che eseguano tamponi".Osservano inoltre che "macchinari di ultima generazione arrivano a processare fino a 10mila tamponi al giorno".

In sintesi, scrivono gli accademici: "Dopo 2 mesi di confinamento domiciliare esistono in Italia milioni di persone negative a Covid-19 che, adottando adeguati strumenti di protezione, potrebbero vivere nella pienezza dei propri diritti costituzionali invece finora conculcati. Una campagna di tamponamento può consentire a loro di riprendersi pienamente la libertà di movimento, e di riunione, la libertà religiosa, la libertà di lavorare, e quella di iniziativa economica, tutte attualmente e in vario modo compresse. Ovviamente, tutto ciò richiede che, sempre a scopo precauzionale, si osservi il distanziamento e si indossino obbligatoriamente le mascherine. È altresì auspicabile un efficace tracciamento con app". E poi concludono: "Il tempo è poco, i rischi sono grandissimi: è ora di agire".