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In Australia hanno dimostrato (per giunta scientificamente) quello che nessun genitore vorrebbe mai sentirsi dire: se i figli sono dei disgraziati, la colpa è di mamma e papà. E, ai poveretti, i ricercatori dell’università australiana di Adelaide non hanno lasciato nemmeno un piccolo alibi: né il contesto sociale, né l’influenza esercitata da amici o cattivi maestri.

Perché tutto (parrebbe) nasce da lì: dai geni di mamma e papà. O meglio, dall’epigenetica. Il ragionamento dimostrato è il seguente: quando nasciamo, ereditiamo il genoma dei nostri genitori. Un bagaglio di informazioni che, in realtà, non utilizziamo mai integralmente: semplificando, ereditiamo solo i dati, i comportamenti e le tendenze di quei geni che decidiamo di “accendere” e di mantenere attivi.

I geni che restano “spenti”, invece, sono di fatto ininfluenti. Il punto è che, secondo i ricercatori australiani, insieme al genoma i figli erediterebbero anche la propensione ad accendere alcuni geni piuttosto che alti. E il tutto non avverrebbe certo secondo una logica di moralità. Anzi.

Chi è un fumatore assiduo o un addict della bottiglia, consegnerà al proprio erede un “biglietto di istruzioni” per l’accensione del gene del fumo o dell’alcol, e via dicendo. Da qui, dunque, la responsabilità dei genitori rispetto al caratteraccio o ai vizi della propria prole. Non tutti, ovviamente, sposano la teoria dell’epigenetica. Ma una certezza resta: è sempre più difficile, oggigiorno, fare i genitori…