Svizzera © Getty Images

Gli svizzeri dicono basta e chiudono le porte in faccia all’Europa. Il referendum voluto dalla destra antieuropeista (Udc) ha infatti visto prevalere, con il 50,6% dei voti, l’iniziativa denominata “Contro l’immigrazione di massa”, che impone tetti massimi e contingenti annuali sull’immigrazione. Una vittoria non certo schiacciante, ma comunque vincolante: adesso il governo ha tre anni di tempo per trasformare in legge l’indicazione. Tuttavia, porre dei tetti all’ingresso degli stranieri in Svizzera non sarà facile perché la disposizione votata per referendum viola l’Accordo di libera circolazione delle persone della Ue. Tant’è vero che la Commissione Europea si è definita "rammaricata del fatto che un'iniziativa per l'introduzione di limiti quantitativi all'immigrazione sia stata approvata. Questo va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l'Ue e la Svizzera". Da qui la decisione di Bruxelles di voler rinegoziare tutti gli accordi economici bilaterali in vigore con la Confederazione. Il primo a saltare è stato quello sull’elettricità. Quanto all’altra proposta del referendum, denominata “Il finanziamento dell’aborto è una questione privata” e volta a escludere l’aborto e l’embrioriduzione dalle prestazioni coperte dall’assicurazione sanitaria obbligatoria, la Svizzera ha votato contro: 70% i no registrati al referendum.