© European Communities 2010

Le centinaia di migliaia di persone che ogni anno attraversano l’Italia per farsi ricoverare in Lombardia lo sanno da tempo: qui gli ospedali funzionano. Recentemente lo ha scritto anche il Wall Street Journal che, in un’intera pagina, ha incoronato il sistema sanitario regionale come il migliore d’Europa. I fattori di successo analizzati dal quotidiano finanziario sono due: la competizione alla pari tra pubblico e privato per ottenere i fondi regionali e la cura dei pazienti provenienti dalle altre parti d’Italia, che sono quasi il 10%.
La concorrenza tra pubblico e privato consente, secondo l’assessore alla sanità di Regione Luciano Bresciani, di aumentare l’efficienza del servizio pubblico e migliorare il livello dell’assistenza privata. Dalla regionalizzazione del servizio, nel ‘97, gli standard di qualità sono migliorati e il peso delle strutture private è aumentato fino a coprire il 30% della domanda. Il principio secondo il quale i pazienti possono scegliere di rivolgersi a strutture statali o private convenzionate senza dover affrontare costi supplementari ha accorciato le liste d’attesa e consentito l’ampliamento delle cure disponibili. Al tempo stesso è stato un modo per diffondere le migliori pratiche e guadagnare efficienza: la spesa sanitaria per abitante, in Lombardia, è del 15% inferiore a quella di Regioni come il Lazio e in sette anni c’è stato un risparmio di 200 milioni di euro rispetto al budget, soldi che sono stati investiti anche per migliorare le infrastrutture sanitarie. Il secondo aspetto cruciale nella performance della Lombardia sono i fondi che la Regione riceve per la cura di pazienti provenienti da altre parti d’Italia. I ricoveri che riguardano persone non residenti sono quasi il 10% e portano un’entrata milionaria alle strutture più competitive. Secondo il Wall Street Journal solo l’ospedale Niguarda riceve 26 milioni di euro ogni anno e il San Raffaele, privato, 70 milioni. Il giornale newyorkese riconosce che la possibilità di rivolgersi a strutture sanitarie anche lontane dalla propria residenza rischia di aumentare il divario tra le regioni più ricche ed efficienti - che diventano sempre migliori - e quelle più povere, prive dei fondi necessari a garantire standard qualitativi adeguati. Ma l’importante, conclude l’analisi, è l’interesse del paziente.

La ricetta lombarda
17 miliardi di euro circa la spesa sanitaria regionale
30% le strutture sanitarie private
200 milioni di euro il risparmio rispetto al budget in sei anni
10% di pazienti provenienti da altri regioni