La Superluna scattata dall'astrofotografo Ivan Pedretti. L'immagine è stata realizzata con un tele Sony 70-200 f/2.8 G Master con moltiplicatore di focale 2x montato sulla fotocamera Sony A7RII

Realizzare la foto perfetta della Superluna, uno dei fenomeni celesti più emozionanti, seguendo cinque consigli fondamentali. In occasione di un evento molto raro – nella serata di lunedì 14 novembre il nostro satellite si troverà al perigeo, ovvero nel punto più vicino alla Terra sulla sua orbita ellittica apparendo molto più grande e luminoso del solito – Sony riporta alcuni consigli dell’astrofotografo Ivan Pedretti, secondo cui “per ottenere fotografie memorabili, è necessario tenere a mente cinque elementi importanti: pianificazione, equipaggiamento, scelta dell’esposizione, messa a fuoco e scatto. Inoltre è bene conoscere un trucco per poter mettere a fuoco anche quando la Luna è alta nel cielo e il paesaggio è avvolto nel buio”.

1. Pianificazione dello scatto:
Per poter pianificare lo scatto della Luna in una determinata posizione e quindi composizione – come può essere una montagna o un edificio in città – occorre conoscere il percorso lunare in quello specifico giorno e ora; a questo scopo esistono varie applicazioni sia per Pc che per smartphone. Una di queste è il sito mooncalc.org oppure il sito app.photoephemeris.com, mentre per smartphone Android esistono, per esempio, le app The Photographer’s Ephemeris e Sun surveyor. In questo modo si può conoscere in uno specifico momento dove verrà a trovarsi la Luna, così da poter creare la composizione migliore al momento dello scatto. Ad esempio, se vogliamo fotografare la luna sopra il Duomo di Milano, occorrerà posizionarsi in un certo punto della piazza e conoscere l'ora esatta in cui verrà a trovarsi sopra la Madonnina.

2. Equipaggiamento:
Per prima cosa occorre il treppiede, sia per non avere vibrazioni, sia perché la fotocamera e il teleobiettivo hanno un certo peso (inoltre, quando si è a focali elevate, le immagini sono più suscettibili ai movimenti della fotocamera). Come lente occorrerà usare almeno un tele 70-200, ancora meglio un 400mm. Inoltre, per minimizzare le vibrazioni, oltre a usare il treppiede è utile usare un telecomando remoto oppure semplicemente l'autoscatto a 2 secondi.

3. Scelta dell'esposizione:
Personalmente preferisco fare scatti alla luna in modalità manuale, scegliendo tempi rapidi con ISO non troppo alti (nel caso di luna piena consiglio di non salire oltre i 400 ISO) e una apertura a f8, in modo da avere la nitidezza migliore. Ovviamente la Luna piena è molto luminosa, perciò occorreranno tempi di esposizione rapidi. Una volta fatto un primo scatto, si può modificare l'esposizione qualora la Luna sia poco o troppo luminosa, variando la ghiera di compensazione dell'esposizione. Può anche essere utile la misurazione esposimetrica spot o centro per una migliore lettura dell’esposizione, se utilizziamo una modalità diversa da quella manuale, come può essere quella a priorità di apertura. Consiglio inoltre di scattare in modalità bracketing con variazioni di +-1ev, in modo da avere vari scatti a varie esposizioni tutte di fila.
Un consiglio aggiuntivo è quello di scattare in modalità RAW non compresso con profilo neutro e bilanciamento del bianco automatico.

4. Fuoco:
Un'altra caratteristica importante è il fuoco: si può usare l'autofocus automatico – in questo caso meglio utilizzare la modalità spot – o anche quello manuale. Una volta eseguito lo scatto è consigliabile rivedere la foto ingrandendo al massimo, in modo da capire se è effettivamente a fuoco.

5. Scatto della foto:
Una volta trovata la posizione da cui scattare (punto 1) e posizionato il treppiede con montato un teleobiettivo adeguato, occorrerà spostarsi dal punto scelto o abbassarsi, in modo da avere la Luna nel punto desiderato per la composizione scelta. Bisogna inoltre ricordare che il tempo a disposizione non è molto – dato che la Luna si sposterà velocemente nel giro di due ore da quando sorge a quando sarà alta nel cielo – per cui l'ideale è scattare poco dopo che sorge, in quanto ci permetterà di averla in una posizione bassa e quindi mentre spunta dietro eventuali edifici o soggetti naturali che abbiamo scelto per lo scatto.

6. Doppia esposizione:
Nel caso della Luna piena, si possono verificare varie condizioni di luminosità: mentre sorge o tramonta, se è ancora presente o si affaccia la luce del giorno, avremo il primo piano ben illuminato, per cui sarà sufficiente una singola esposizione sulla Luna (che oltretutto non sarà alla sua massima luminosità). Quando è già alta e luminosa e il soggetto in primo piano in condizione di scarsa luminosità, come avviene nelle ore notturne, non c’è invece luce sufficiente per avere una esposizione accettabile per il soggetto, sia esso un paesaggio o un edificio, poiché l'esposizione principale deve essere sulla Luna. E, se operassimo una esposizione sul primo piano poco luminoso, la Luna sarebbe completamente sovraesposta e, quindi, senza i dettagli e le tonalità chiare e scure visibili a occhio nudo. La soluzione a questo problema è la doppia esposizione, che consiste nel fare prima uno scatto con esposizione sulla luna che, essendo molto luminosa, ci porterà ad avere tempi di esposizione rapidi (supponiamo 1/200sec), così che il nostro soggetto in primo piano, ad esempio un edificio, verrà sottoesposto. Immediatamente dopo, supponendo che per una corretta esposizione del soggetto occorrano tempi lenti (supponiamo 1/4sec), faremo uno scatto operando l'esposizione corretta su di esso. L’importante è che i due scatti avvengano in un tempo ridottissimo, poiché la Luna si sposta molto velocemente. Una volta ottenuti i due scatti, dovremo lavorare in post produzione per "fondere" le due foto, cercando di allineare perfettamente i due soggetti, ovvero luna e soggetto in primo piano. In questo modo si otterrà un’immagine unica, così come l'abbiamo vista a occhio nudo.