© Donna Coveney/MT - Mit

Il campus del Mit nel Massachusetts. Lo splendore architettonico delle università più prestigiose contribuisce a renderle veri e propri templi del sapere, status però che non impedisce il fiorire di una vivace vita studentesca

Voglia di avventura, sete accademica o tentativo di fuga (di cervelli) che sia, l’idea di studiare all’estero è un desiderio o un sogno di molti ragazzi italiani. Ma quali sono, oggi, le università al top nel mondo? La graduatoria (basata sull’esame di 500 università) vede Cambridge al quinto posto, Oxford al nono. Le altre otto posizioni sono occupate da istituti statunitensi: Harvard è prima, Stanford seconda, Caltech terza, Berkeley quarta seguita da Mit, Princeton, Yale e Columbia. È quanto evidenzia la classifica stilata dalla Shanghai Jiao Tong University. La graduatoria è compilata sulla base di indicatori quali il peer review (valutazioni degli accademici), il rapporto docenti/studenti, le citazioni nelle pubblicazioni scientifiche, i Nobel premiati in fisica, chimica, medicina ed economia. Il super-campione Harvard ha prodotto sette presidenti Usa e vanta 40 premi Nobel e 44 Pulitzer tra i suoi professori. La biblioteca di 15 milioni di volumi è seconda solo a quella del Congresso Usa, le donazioni di 12 miliardi di dollari seguono quelle del Vaticano e i fondi annuali governativi ammontano a 300 milioni di dollari. Entrare in un sacrario del Sapere è tutt’altro che indolore (40 mila dollari l’anno) per le tasche dello studente... il sistema educativo anglosassone è più meritocratico di quello italiano, ma le spese da sostenere sono alte. Essere ammessi è difficile per tutti e chi non è di lingua madre deve sostenere il Toefl (Test Of English as a Foreign Language, www.toefl.org), per dimostrare di sapersela cavare più che bene con l’inglese. Una notazione di costume: la vita nel campus costituisce un solidissimo elemento di aggregazione per gli studenti americani, che sono orgogliosi del college frequentato (capita che per anni dopo la laurea continuino a firmarsi, informalmente, con “classe” e sigla dell’università), e tante coppie sposate si sono conosciute all’università. Il sistema è diviso in semestri e funziona a crediti: i corsi sono interdisciplinari e flessibili, e le attività sportive possono portare punti aggiuntivi.

Il primato statunitense
Harvard, fondato nel 1636, è l’ateneo più antico degli Stati Uniti e fin dalla metà del 19° secolo si è distinto per ciò che ancora lo rende inarrivabile: ricerca scientifica di altissimo livello, corsi a numero chiuso, rigidissimi esami di selezione e classi composte da pochi studenti (mediamente 20-25). Si trova nel Massachusetts, sulla East Coast. Tra gli ex-alunni ci sono Al Gore (Nobel per la pace), Paul Samuelson (Nobel per l’economia), Thomas Eliot e gli ex presidenti Usa Franklin Delano Roosevelt, John F. Kennedy e George W. Bush.
Stanford, seconda in classifica, è un’università privata situata in California, nella Contea di Santa Clara, 60 chilometri a sud di San Francisco. È un luogo di eccellenza per le tecnologie: Google è stato ideato da suoi studenti. Lo scorso luglio ha puntato sul trasferimento di tecnologie, rendendo accessibili agli utenti di tutto il mondo i video dei corsi ripresi nell’ateneo. La Caltech (sta per California Institute of Technology), medaglia di bronzo, è un’università privata di Pasadena fondata nel 1891 dall’imprenditore Amos Throop. Si interessa di scienze naturali e ingegneria, e collabora con la Nasa. Nel 1926 fu creata la facoltà di aeronautica: dagli anni ‘50 vi fanno parte anche i fisici premi Nobel GellMann e Feynman.
L’università californiana di Berkeley (pubblica, questa volta) occupa circa 80 ettari di fronte alla Baia di San Francisco. Gli scienziati di fisica di Berkeley ebbero un ruolo chiave nello sviluppo della bomba atomica durante la seconda guerra mondiale e della bomba a idrogeno poco dopo. Da quel momento ha gestito i due principali laboratori di armi nucleari della nazione (oggi usati a scopi pacifici) di Livermore e Los Alamos. I suoi scienziati hanno inventato il ciclotrone, scoperto l’antiprotone, isolato il virus della poliomielite e scoperto molti elementi incluso il plutonio. Berkeley è nota anche nel campo dell’attivismo studentesco: il Free Speech Movement (Movimento per la libertà di parola) nel ‘64 faceva parte della protesta studentesca associata con la controcultura hippie. Nel 1969 un gruppo di studenti rivendicò un edificio vuoto che l’università stava per convertire in dormitorio: il governatore della California Ronald Reagan chiamò la Guardia nazionale, e anche se alla fine l’Università si arrese alle richieste degli studenti, una dozzina di persone furono ferite, un poliziotto accoltellato, e uno studente ucciso. Le forze armate sono state e continuano a essere parte integrante di Berkeley (l’addestramento militare è stato obbligatorio dal 1870 al 1962), e il celebre segretario alla difesa Robert McNamara ne frequentò i corsi. Analisi del Consiglio nazionale sulla Ricerca hanno evidenziato la vastità della gamma di competenze accademiche, non solo in matematica, scienza e ingegneria, ma anche nelle arti umanistiche e nelle scienze sociali. Berkeley ha partecipato allo sviluppo di un gran numero di tecnologie fondamentali associate all’informatica come Internet, il software libero e il movimento Open source. Fu Pei-Yuan Wei, uno studente, a creare nel ‘92 ViolaWWW (il primo browser a comprendere script, fogli di stile e tabelle).
Il Massachussetts institute of technology (Mit) è una delle più importanti università di ricerca del mondo. Gode di una reputazione unica: è stata tra le prime scuole a usare i laboratori, a sviluppare la professione di ingegnere chimico, a organizzare corsi in ingegneria aeronautica ed elettrica e in fisica applicata. Tra le strutture di cui può disporre oggi ci sono cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari. Al Mit si trovano alcuni dei complessi tecnologici più all’avanguardia, tra cui un laboratorio di intelligenza artificiale.
Princeton è nata come College del New Jersey nel 1746 ed era inizialmente localizzata a Elizabeth. Qui è rimasta un anno, spostandosi per i successivi nove a Newark. Si è trasferita a Princeton nel 1756, ma ha cambiato il nome da College del New Jersey a Princeton University solo nel 1896. Originariamente era un’istituzione presbiteriana, tuttavia oggi è svincolata dalla connotazione religiosa.
Yale, indipendentemente dalla (eccellente) posizione nella hit accademica, riveste un ruolo primario nell’immaginario collettivo. Situata sulla Costa Est, a metà strada tra New York e Providence, ha di recente ammorbidito la politica rigidamente elitaria. La biblioteca raccoglie quasi 11 milioni di volumi e 68 mila abbonamenti a periodici culturali; ha numerosissimi programmi sportivi che ne accrescono la popolarità. Mascotte è Handsome Dan, un enorme bulldog. Particolarmente conosciute sono il suo college e la facoltà di giurisprudenza, la Yale Law School, che ha formato presidenti e capi di stato di tutto il mondo. Degna di nota anche la Yale School of Drama, la facoltà di teatro. In Usa si ritiene che se c’è una scuola che può proclamare di educare i migliori leader della nazione dei tre decenni passati è Yale; i suoi ex-studenti si sono presentati alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ogni volta dal 1972. Tra questi Ford, i Clinton, Howard Dean e Gary Hart. Una curiosità: più del 40% degli studenti di Yale riceve aiuto finanziario, metà dei laureandi sono donne, più del 30% sono minoranze e l’8% sono studenti da un Paese straniero. Gli edifici progettati da Eero Saarinen, un ex-studente, sono stati ispirati da San Gimignano, per dare al campus un aspetto medievale.
Le sedi delle numerose società segrete di Yale (chiamate “tombe”) sono abbastanza vistose da suscitare curiosità. Sono sorti così edifici come la “tomba” della società segreta Skull and Bones, stile tra l’egiziano e l’ordine dorico, o la St. Anthony Hall, neo-gotica. Il team di canottaggio è la più antica squadra sportiva universitaria d’America.
La Columbia ha una location estremamente peculiare; si trova a New York, sul lato occidentale dell’isola di Manhattan. Oggi è un luogo di studio e di ricerca ad alto livello nei campi delle scienze, della medicina e delle scienze sociali e classiche. 73 vincitori di un premio Nobel hanno insegnato o si sono laureati qui, tra cui il presidente Theodore Roosevelt, Nobel per la pace nel 1906. Alla Columbia insegnano alcuni italiani illustri, come il fisico Carlo Rubbia e il politologo Giovanni Sartori.

Cambridge e Oxford
A tenere alto l’onore della formazione europea nella classifica ci sono loro, due università di ferrea tradizione. La data di fondazione di Oxford è incerta, ma esistono prove della presenza di un centro di studio e insegnamento a partire dal 1096. Oxford e Cambridge sono viste come un privilegio per abbienti, sebbene oggi non sia più così. I costi per seguire un corso di studi storicamente erano proibitivi, a meno che non si fosse scholar, cioè studenti con borsa di studio (o, in tempi più antichi, servitor, studenti che si adattavano a fare da domestici a un facoltoso studente in cambio della retta). Di recente, i due istituti hanno aumentato gli sforzi per attirare allievi dalle scuole statali e da categorie socialmente meno favorite. Fino al 1866 bisognava essere membri della chiesa Anglicana per ricevere la laurea; la conoscenza del greco era indispensabile fino al 1920, e quella del latino fino al 1960. A Oxford si sono laureati quattro Re inglesi e cinque stranieri, 47 premi Nobel, 25 primi ministri inglesi, sei Santi, 86 arcivescovi e 18 cardinali. Cambridge, secondo la leggenda, venne fondata da alcuni studenti nel 1209, dopo essere fuggiti da Oxford a seguito di una lite coi locali.
E il futuro? Qualità della didattica e della ricerca sono legate all’investimento medio per studente. E a oggi nessuno può competere con Harvard, che ha un budget vicino alla Finanziaria 2007 dell’Italia; ma Oxford, ad esempio, ha un deficit di 20 milioni di sterline l’anno e, secondo gli esperti, la maggior parte degli atenei statunitensi e europei dovrà far fronte a situazioni analoghe. La Bejing Universitiy, la National University di Singapore, l’università di Tokio e quella di Honk Kong, dunque, scaldano i motori.