La sede IBM di Segrate

La filiale italiana di IBM ha ritirato la sua iscrizione a Assinform, l’associazione dell’information technology di Confindustria.
La decisione è clamorosa, la dipartita di IBM – azienda che conta più di 7mila dipendenti nel nostro paese – rischia di aprire una crisi rappresentativa all’interno di Assinform e di Confindustria tutta. Quello informatico è ormai il quarto comparto industriale in Italia e, con quasi 400mila addetti, contribuisce per oltre due punti percentuali alla formazione del Pil.
“Siamo usciti da Assinform – spiega IBM – perché riteniamo che non riesca più a rappresentare con efficacia le istanze dell’information technology, settore trainante per il futuro del paese”. Secondo la filiale italiana della multinazionale, l’associazione delle imprese ha una scarsa capacità di lobbying, non riesce a incidere sulle scelte di politica industriale del paese.
Lasciando Assinform, IBM, pur restando iscritta alle strutture territoriali di Confindustria, non può più far parte degli organismi direttivi di Viale dell’Astronomia.
Il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, incassa il colpo ma sposta l’attenzione sulla congiuntura economica e sulla situazione politica: “È un momento di chiarimento. In questa fase c'è un forte malessere nei confronti della politica di entrambi gli schieramenti che si interessa poco di innovazione. Questa, non dimentichiamolo, è la prima crisi che colpisce anche il nostro settore”.