Siamo in fondo al ranking europeo del potere d’acquisto

Nonostante un rialzo del 2,5% nel corso del 2017, ancora oggi gli stipendi degli italiani continuano a essere fra i più bassi d’Europa. Non solo. Oltre a essere pagati poco, siamo costretti anche a versare tasse altissime e a dover sostenere uno fra i più elevati costi della vita in Europa. Il risultato? Il “potere d’acquisto” delle nostre retribuzioni è notevolmente inferiore a quello della maggior parte dei paesi europei, compresi Irlanda, Francia, Austria e tutti gli stati scandinavi. È questa la fotografia che emerge dal report di Willis Towers Watson, società di consulenza internazionale che ha confrontato le retribuzioni di 60 Paesi considerando il lordo, il netto e il relativo potere d’acquisto. Al top del ranking si posiziona la Svizzera, che rimane la nazione con le retribuzioni più alte.

Stipendi bassi a tutti i livelli

L’infelice situazione italiana sembra coinvolgere indistintamente tutti i lavoratori. Se si considerano i middle manager, per esempio, l’Italia è 15° sui 21 Paesi dell’Europa centrale e occidentale con un reddito annuo lordo di 69.387 euro. Al primo posto la Svizzera, con 147.436 euro di fisso all’anno, seguita dalla Germania, con 99.853 euro di media, e dalla Danimarca, con 99.591 euro. Male anche gli entry level, ossia i neolaureati: il reddito lordo medio di quelli italiani è 30.987 euro, contro quello svizzero di 80.761 euro. E, infatti, l’Italia è solo 13° nella classifica generale. Va leggermente meglio ai top manager (esclusi amministratori delegati e direttori generali): con un reddito di 211.516 euro lordi annui, il nostro Paese si aggiudica il 10° posto, quindi sostanzialmente a metà classifica. La situazione italiana è ancora peggiore se si passa a considerare il potere d’acquisto: i middle manager si attestano al 18° posto, i top manager al 14° posto e i neolaureati al 15° posto.