Il mondo della scienza è in subbuglio: giovedì 11 febbraio si terrà una conferenza che promette di dire di più sulle onde gravitazionali, la scoperta che potrebbe cambiare il nostro modo di vedere l’universo.

L'ANNUNCIO. Sono due gli attesissimi eventi che si svolgeranno in contemporanea e che si pensa potranno dipanare la questione: uno sarà a Washington, negli Usa, e l’altro a Pisa, località Cascina, dove è stato collocato l’interferometro Virgo, che fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego), fondato e finanziato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dal Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs). I primi rumors sulla scoperta delle onde gravitazionali si susseguono dopo che su Twitter era stata pubblicata una email del fisico teorico Clifford Burgess, che sembrava confermare la notizia.

STUDIARE LO SPAZIO-TEMPO. Ma in cosa consiste la scoperta in grado di creare un’aspettativa così febbrile nella comunità scientifica mondiale? Le onde gravitazionali sono fenomeni che gli astrofisici ricercano da quando Albert Einstein le aveva ipotizzate nella sua teoria della relatività generale: esse sono increspature dello spazio-tempo, che si propagano proprio come delle onde, modificandone la struttura. Tali sommovimenti sarebbero stati creati dalla fusione di due buchi neri vicini, di massa pari a 30 volte quella del sole. Le onde sarebbero state captate da Ligo, una enorme struttura formata da due dispositivi ottici realizzata nel 2002 e collocata tra l’Alabama e lo Stato di Washington; tale apparato è molto simile a quello collocato a Cascina, che è nato per lo stesso scopo: catturareil segnale delle onde gravitazionali.