© Forum PA – Stefano Caorso

Come l’Italia c’è solo la Grecia. I due Paesi si spartiscono infatti, a pari merito, l’ultimo gradino della classifica continentale sulla qualità dei servizi pubblici, stilata da Confartigianato sulla base dei dati 2013 forniti dalla Commissione europea.
La performance del Belpaese risulta essere peggiore a tutti i paesi dell’Ue, ma anche a Turchia, Irlanda e Norvegia. In particolare, sul fronte della qualità dei trasporti l’Italia è 29° (al primo posto la Norvegia, al secondo la Germania, al terzo i Paesi Bassi e la Lettonia), mentre risulta 26° per i servizi amministrativi (al primo posto il Lussemburgo, al secondo la Danimarca, al terzo la Svizzera). Non va meglio se si considerano le singole città: su un totale di 83 centri urbani presi in analisi, Roma è 81°. Chiudono la classifica le nostrane Napoli (82°) e Palermo (83°). Al primo posto svetta invece il Lussemburgo, seguito dalle francesi Rennes e Strasburgo. Eppure negli ultimi dieci anni il costo dei servizi pubblici non energetici è aumentato, al netto dell’inflazione, del 49,2% contro una crescita media del +14,9% nell’Ue. E se a giovarne non sono certo gli utenti dei servizi, lo stesso vale anche per le imprese erogatrici di tali servizi: nel 2011 bel 2023 imprese controllare da regioni, province e comuni hanno chiuso in rosso, per una media di 1,9 milioni ciascuna.

Classifica delle città dove si vive meglio

1. Lussemburgo
2. Rennes
3. Strasburgo
4. Monaco
5. Groningen e Vienna
Italia
39. Bologna
45. Verona
52. Torino
81. Roma
82. Napoli
83. Palermo