Papa Francesco al Sinodo sulla famiglia © GettyImages

Si aprono ufficialmente in Vaticano i lavori del Sinodo sulla famiglia: le discussioni, che vedono coinvolti 270 padri sinodali, 18 coppie di sposi, due parroci italiani e 13 religiosi, si articoleranno lungo l’arco di tre settimane, per concludersi il 25 ottobre. Ogni settimana verrà affrontato uno dei tre temi del Sinodo: i primi sette giorni si lavorerà su L’ascolto delle sfide della famiglia, poi si passerà al Discernimento della vocazione familiare, infine ci si concentrerà su La missione della famiglia oggi. «Il Sinodo non è un parlamento, dove per raggiungere un consenso si patteggia, si negozia e si cerca un compromesso», ha spiegato Papa Francesco aprendo i lavori. «Non è un convegno né un parlatorio dove ci si mette d’accordo, ma è un’espressione ecclesiale: è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con occhi di fede, secondo il cuore di Dio. Guardando al deposito della fede non come un museo da conservare, ma una fonte viva dalla quale dissetarsi».

COME FUNZIONA. Rispetto al precedente sinodo, il meccanismo presenta alcune novità. Si è deciso, infatti, di eliminare il documento intermedio, ossia la relatio post disceptationem , che nel 2014 aveva generato più fraintendimenti che chiarezza. Contestualmente si è deciso di incrementare il numero dei circuli minores , ossia dei gruppi di lavoro più piccoli, di cui verranno pubblicati i risultati delle discussioni. «Il testo a conclusione dei lavori della prima settimana viene elaborato da esperti, dal relatore generale e dal segretario speciale anche alla presenza dei relatori dei singoli circuli minores. A conclusione della prima parte c'è già un testo ma non sarà quello definitivo perché ci sarà una seconda e una terza settimana e si tratterà di armonizzare le varie posizioni che emergeranno», chiarisce il cardinale Lorenzo Baldisseri. Prevista anche una commissione ad hoc, formata da dieci persone, sette delle quali a rappresentanza dei continenti della Terra: «Per tutto il tempo sovraintenderanno a lavori e alla fine daranno il loro benestare: garantirà maggiore trasparenza», spiega Baldisseri. «Alla fine delle tre settimane si arriverà a un testo frutto delle riflessioni e dei vari interventi dei padri sinodali».

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