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Giovanni Malagò: "Il sigaro, una pausa di puro piacere"

Giovanni Malagò: "Il sigaro, una pausa di puro piacere" Torna a Sigari Montecristo: 80 anni in fumo
Lunedì, 21 Dicembre 2015

Due sigari al giorno, uno dopo pranzo e l’altro dopo cena. È la dieta quotidiana di un degustatore d’eccezione: il presidente degli sportivi italiani. Giovanni Malagò, numero uno del Coni, imprenditore, papà separato delle gemelle Vittoria e Ludovica, grande tifoso giallorosso, è un appassionato cultore di Montecristo e Cohiba. «Qualcuno lo vede come un vizio, ma per me è una pausa quotidiana di puro piacere», dichiara.

Presidente, quando nasce il suo amore per gli habanos?
Io sono un nazionalista in tutto, tranne che per i sigari. Sarà una gaffe genetica, visto che per parte di madre ho sangue cubano nelle vene. Due volte al volte al giorno mi concedo questo piacere, dopo i pasti. Ho iniziato da giovane, a 18 anni circa, consigliato da un amico più grande e più esperto.

Quali preferisce?
Cohiba e Montecristo. Di giorno prediligo un Corona piccolo e la sera un Cohiba. Oppure un Edmundo Montecristo dopo pranzo e dopo cena un Siglo numero cinque.

Cosa apprezza del carattere dei Montecristo?
È una linea di sigari molto elegante, nel gusto e anche nel packaging. La confezione è davvero pratica da portare in giro e poi è bella, con quei colori giallorossi che mi riportano alla mia passione per la Roma. E, non da ultimo, hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo.

La degustazione va accompagnata da un vino o da un brandy?
Bollicine italiane, senza dubbio. Meglio se si tratta di un Giulio Ferrari. Poi dipende dalle situazioni. Se sono in barca, col vento addosso, non fumo sigari importanti. Bisogna avere rispetto per certi prodotti, che vanno assaporati solo in determinate condizioni.

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