Luca Cordero di Montezemolo © Getty Images

Luca Cordero di Montezemolo

«Dichiarazioni come quelle di Squinzi, sia nel merito che nel linguaggio, non si addicono a un presidente di Confindustria, fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile, che anche quando esercita un diritto di critica costruttiva non dimentica mai di mettere al primo posto l'interesse e soprattutto la credibilità internazionale del proprio Paese». Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Ferrari, leader di ItaliaFutura e, soprattutto ex numero uno di Confindustria, non poteva essere più chiaro nel prendere le distanze dall’attuale numero uno di viale dell’Astronomia, Giorgio Squinzi.

Tutto inizia nel week end quando Squinzi, non contento di aver definito la riforma del lavoro «una boiata», se la prende con la spending review, sostenendo che i tagli alla spese contenuti nel decreto approvato dal governo rischiano di provocare «una macelleria sociale».

Dichiarazioni queste che subito scatenano le polemiche e un acceso botta e risposta con il premier Mario Monti. Non si fa infatti attendere la replica piccata del presidente del Consiglio. Monti accusa Squinzi di essere responsabile, con le sue dichiarazioni, dell’aumento dello spread e con esso dei tassi a carico delle imprese (che Squinzi dovrebbe rappresentare).

Arriva ora la presa di posizione, contro Squinzi e a favore dell’esecutivo guidato da Mario Monti, proprio di quel Luca Cordero di Montezemolo predecessore di Squinzi. Come a dire, attento Giorgio, non contare sull’appoggio incondizionato degli industriali tutti. Non su quello di Montezemolo che, è bene ricordarlo, nella battaglia per la presidenza di Confindustria, si era schierato con il concorrente di Squinzi, Alberto Bombassei, numero uno della Brembo.

«Chi ha l’onore di rappresentare gli imprenditori italiani ha l’obbligo di contribuire a sostenere l’immagine e la credibilità del Paese» la conclusione di Montezemolo.