Sarà la pubblica amministrazione ad andare dai cittadini, e non viceversa. Sono queste le parole con le quali il premier Matteo Renzi presenta la riforma della pa nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. Insieme a lui il ministro Maria Anna Madia. Una "rivoluzione del buonsenso" che, nelle intenzioni del governo, servirà a "invertire il rapporto tra cittadini e amministrazione pubblica". Poche le anticipazioni sui dettagli della riforma, per la quale Renzi, come fa ormai di consueto, ha rimandato a domani. Il ministro Madia ha però reso noto l'obiettivo principe della riforma, il primo punto sul quale il governo vuole investire: "La possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci riguardano da un pc, con un nostro pin, e di potere ricevere tutto ciò che si può al domicilio telematico o di residenza".

Tra le novità illustrate dal ministro anche il potere sostitutivo attribuito al governo dal disegno di legge delega in caso di inerzia di un'amministrazione chiamata ha dare il suo parere in una procedura amministrativa. Non solo, farà discutere, probabilmente, il nuovo meccanismo della carriera mobile, ovvero la possibilità per i dirigenti delle pa che non fanno bene il loro lavoro di essere retrocessi. Una bella novità rispetto a quanto succede oggi, dove, così come ha sottolineato Madia, "si passa dirigente di prima fascia solo se si libera un posto e, soprattutto, se si fa male da dirigente di prima fascia non si torna indietro".