Un miliardo e 670 milioni di euro: è l’entità del danno stimato dalla Guardia di Finanza e generato dalle truffe e dagli illeciti perpetrati nel settore sanitario. Tra il 1 gennaio 2014 e il 30 settembre 2015, sono stati infatti accertati danni erariali pari a oltre 806 milioni di euro, a cui si sommano oltre 10 mila truffe tra abusi e interventi eseguiti, il cui valore si aggira sui 260 milioni di euro.

I CASI DI MALASANITÀ. La casistica che emerge dal dossier è molto varia. Si va, per esempio, dal caso del Centro Cuore della Calabria, costato decine di milioni e mai utilizzato, alle centinaia di migliaia di farmaci per l’ipertensione prescritti senza reale necessità. Solo in Puglia, i finanziari avrebbero rinvenuto ricette emesse tra il 2012 e il 2014 per un danno di 194 mila euro alle Asl. Nel mirino, 482 medici di Brindisi, Bari, Lecce e Taranto. Ma non sono solo i dottori a macchiarsi di reato. Tra i dipendenti delle Asl, per esempio, sembra essersi diffuso il malcostume di andare al lavorosolo per timbrare il cartellino: una volta passato il badge, si torna a casa. Senza contare che, a Sulmona, alcuni dipendenti non si prenderebbero nemmeno il disturbo di uscire di casa: “Non andavano in ufficio e poi presentavano una comunicazione sostitutiva dichiarando di aver perso il cartellino”, spiega la Guardia di Finanza.

MALCOSTUME. Il dossier delle Fiamma Gialle riserva però anche un capitolo per gli stessi cittadini: c’è chi falsifica l’Isee per ottenere l’esenzione del pagamento del ticket. Solo a Siracusa, si sono contate 162 falsificazioni. Com’è noto, l’Isee è l’Indicatore della situazione economica equivalente e misura la condizione economica delle famiglie che richiedono agevolazioni come assegni di maternità e bonus bebè.