L'immagine della copertina di Focus

Da Picasso a Chagall, da Matisse a Renoir: ritrovati in un appartamento a Monaco 1.500 opere d’arte confiscate durante il Terzo Reich e che si credevano distrutte; un tesoro artistico valutato un miliardo di euro. Non era un segreto che Adolf Hitler sognasse di creare a Linz il più grande museo del mondo, ma si credeva che i quadri fossero stati distrutti nel corso di un bombardamento alleato sulla città di Dresda. Ho almeno così aveva fatto credere lo studioso tedesco Hildebrand Gurlitt, mercante d’arte che aveva messo insieme il bottino del Terzo Reich, che contiene anche opere di Emil Nolde, Franz Marc, Max Beckmann, Max Liebermann, Oskar Kokoschka e Paul Klee. Gli storici credono che almeno 300 delle opere ritrovate facessero parte di Arte degenerata , la mostra organizzata dai nazisti nel 1937 e che raccoglieva 690 tele confiscate perché riflettevano valori contrari al nazismo. Le altre opere sono state rubate o comprate (a bassissimo costo) da Hildebrand Gurlitt da collezionisti ebrei durante gli anni ’30 e ’40. Secondo quanto riportato dal settimanale Focus, che ha dato la notizia, tra i dipinti ci sarebbero Pferde (Cavalli) di Franz Marc, Il domatore di leoni di Max Beckmann e anche un quadro di Matisse, appartenuto al collezionista ebreo Paul Rosenberg, che dovette abbandonare la sua collezione prima di fuggire da Parigi.

LA SCOPERTA. Tutto è nato quasi per caso, nel 2010, quando Cornelius Gurlitt, figlio di Hildebrand, viene fermato a un controllo di routine al confine svizzero. Nelle tasche dell’uomo, sconosciuto al fisco e senza lavoro, vengono trovati migliaia di euro in contanti all’interno della giacca. La polizia pensa a un classico caso di evasione fiscale, ma è molto di più: dai controlli successivi si è arrivati a un appartamento nel sobborgo di Monaco, all’interno del quale, dietro barattoli di scatole di fagioli e frutta sciroppata, è stato scoperto il tesoro di valore inestimabile.