500 euro © Filippo Vicarelli

Un recente studio dell’agenzia inglese contro il crimine organizzato ha stimato che il 90% delle banconote da 500 euro circolanti nel Regno Unito sono gestite dalla criminalità organizzata a fini di evasione fiscale e finanziamento al terrorismo. Sarà anche per questo che la Banca d’Italia ha deciso di ridurre il numero delle ‘banconote viola’ presenti nel nostro Paese. Dimensioni ridotte e valore che non ha eguali fra le più grandi valute occidentali (eccezion fatta per la banconota da 1000 franchi svizzeri) a marzo i 500 euro circolanti corrispondevano a 288 miliardi. Forse troppi, considerato anche che ci sono altre forme di pagamento (carte di credito e assegni) e che, secondo l’Università di informazione finanziaria della Banca d’Italia, le banconote di taglio elevato possono essere utilizzate come “potenziale strumento di riciclaggio”.
E così, come si sottolinea nell’articolo Rischio riciclaggio, l’Italia “taglia” le maxi banconote pubblicato sul Corriere della Sera , per limitare il numero di queste banconote in circolazione a partire dal 2008 Bankitalia ha distribuito più pezzi da 50 euro anziché da 500. “Nel nostro Paese – si legge nel documento di via Nazionale – il valore delle banconote da 500 euro si è ridotto di oltre 5 miliardi e c’è stata anche una”. Ma non si è ridotta solo l’offerta, anche la domanda ha registrato un calo tra il 2009 e il 2010.
Al confine con Svizzera e San Marino le banconote prelevate si sono ridotte sensibilmente. Nella filiale della Banca d’Italia a Como-Lecco sono scese da 2.600 a 650, mentre in quella di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna sono passate da 125 a 88. Meno tentativi di evasione? Non è detto. La stessa Banca d’Italia riconosce che la domanda italiana di tagli da 500 può essersi semplicemente spostata verso altri lidi, fuori dal nostro Paese.