«Colpo di Stato principesco»: ci si può fidare dell'Arabia Saudita?

Mohammed bin Salman, 32 anni, con il presidente Usa Donald Trump durante la visita alla Casa Bianca dello scorso marzo © Mark Wilson/Getty Images

Una retata di principi, ministri ed ex ministri: l'Arabia Saudita finisce nel caos per colpa dell'operazione voluta per consolidare il potere nelle mani del giovane e controverso principe ereditario Mohammed bin Salman. L'operazione è scattata a poche ore dalla nomina di una speciale commissione anti-corruzione con ampi poteri di arresto, orchestrata proprio per liberarsi dei possibili rivali interni: in manette sono finiti  undici principi, quattro ministri e decine di ex ministri. Per evitare fughe, l'aeroporto di Riad è stato chiuso, mentre è stato sequestrato l'albergo Ritz Carlton della capitale che potrebbe diventare una specie di “carcere reale” pro tempore. Il problema ora è della comunità di business internazionale che deve fare i conti il nuovo volto di Riad. 

Retata di principi in Arabia Saudita: ci si può fidare di Riad?

Nella retata dei principi in Arabia Saudita, infatti, è caduto vittima anche Alwaleed bin Talal, patrimonio di 32 miliardi di dollari e tanti interessi in società occidentali da Citigroup a Twitter, da Apple a News Corp e a Lyft. Soprannominato "il Warren Buffet del Medio Oriente" è un personaggio molto noto ai media occidentali e in rapporti stretti con i protagonisti dell'economia occidentale. Il suo ruolo, per esempio, era stato fondamentale nello scorporo dell'impero di RUpert Murdoch tra News Corp e 21st Century Fox. La Kingdom Holding di Alwaleed bin Talal controlla anche numerose reti Tv nel mondo arabo e interessi che arrivano fino ai grandi alberghi europei, come  il George V a Parigi, il Savoy a Londra e il Plaza di New York. 

Il terremoto saudita non potrà lasciare indifferente la finanza globale. Certo, Mohammed bin Salman - speranza della modernizzazione del Paese dopo la concessione alle donne della possibilità di guidare - può contare sulla vicinanza con Donald Trump - che l'ha invitato a quotare il colosso petrolifero nazionale Aramco a Wall Street - ma il volto del business saudita non sarà più lo stesso.