Colosseo Anfiteatro Flavio

«L’Autorità ha esaminato il contratto di sponsorizzazione di puro finanziamento per il restauro del Colosseo e ha valutato che esso non è sottoposto alla disciplina del Codice dei contratti bensì alle norme di contabilità di Stato e non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa». Così l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture ha dato il via libera ai lavori di restauro del Colosseo griffati Della Valle. A ripercorrere tutta la storia della sponsorizzazione la stessa Authority in un comunicato stampa. La vicenda era nata nell’agosto 2010 con la pubblicazione di un avviso per la “ricerca di sponsor per il finanziamento e la realizzazione di lavori secondo il Piano degli interventi Colosseo, Roma” (sponsorizzazione tecnica); a seguito di ciò si sono presentati due candidati, Ryanair.com e Tod’s S.p.A., le cui offerte sono risultate non conformi alle modalità previste, motivo che condusse l’amministrazione a ricorrere ad una procedura negoziata per il solo finanziamento degli interventi (sponsorizzazione pura) invitando a parteciparvi la Tod’s S.p.A., la Ryanair, la Fimit Sgr. In seguito, all’esito della trattativa, il Commissario incaricato ha stipulato un contratto con la Tod’s S.p.A. di sponsorizzazione di puro finanziamento di lavori da realizzare nel Colosseo, per un importo di 25 milioni di euro. In tale tipo di contratto, lo sponsor si impegna nei confronti della stazione appaltante esclusivamente al riconoscimento di un contributo in cambio del diritto di sfruttare spazi per fini pubblicitari senza lo svolgimento di altre attività.