«A cinquant'anni sarà fuori dalla politica», dice il premier Matteo Renzi © Getty Images

Matteo Renzi sogna un futuro dove esiste un sindacato unico. A dichiararlo è lo stesso premier, durante un’intervista rilasciata al programma di La7 Bersaglio mobile . «Mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, a una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle, su sigle, su sigle», spiega. E a chi gli fa notare il suo difficile rapporto con i sindacati, replica: «Io cattivo con i sindacati? Così mi dipingono. Ma per la prima volta il governo fa diminuire i precari. Poi questo è un governo antipatico, il premier non capisce niente... Va bene, ma per la prima volta i precari diminuiscono. Qualcuno dice che è un regalo ai padroni. Non è un regalo: è un diritto aver le ferie, la malattia, la maternità. E a chi viveva di rendita crolla il pavimento sotto i piedi».

Immediata la reazione dei sindacati che bocciano all’unisono la proposta del premier. «L'Italia non ha bisogno di un sindacato unico, ma di sindacati responsabili e riformatori», commenta il leader Cisl, Annamaria Furlan. «Non serve a niente alzare polveroni o buttare benzina sul fuoco. Piuttosto il Governo si occupi dei problemi veri». Per il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, l’idea di Renzi avrebbe addirittura i connotati di una proposta totalitarista: “Penso che il tema del sindacato sia quello del sindacato unitario. Il sindacato unico è invece una concezione che esiste solo nei regimi totalitari». Le fa eco il leader Uil, Carmelo Barbagallo: «Renzi auspica il sindacato unico. Dimentica, forse, che esperienze del genere sono, nella maggior parte dei casi, in Paesi totalitari. Sembra che voglia far prevalere il modello dell'uomo solo al comando e che intenda esportare questa sua idea anche nel mondo del lavoro e del sociale».

Quanto al resto dell’intervista rilasciata da Renzi, il premier immagina di uscire dalla politica verso i cinquant’anni: «Io sono molto fortunato. Il governo va avanti fino al 2018. Poi se le cose vanno bene si fa un altro giro oppure a casa. Se tutto va bene, a meno di cinquant'anni sono fuori dalla politica». Non si lascia però sfuggire l’occasione di tirare l’ultima, bonaria, frecciata ai sindacati: «Dopo (l’uscita dal mondo della politica, ndr) potrò fare mille altre cose, ma non credo che farò il sindacalista...».