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È (quasi) ufficiale: le votazioni per il referendum costituzionale si svolgeranno il 4 dicembre. Il Consiglio dei ministri ha approvato infatti la data proposta dal premier Matteo Renzi. Per la piena ufficialità bisognerà però aspettare la ratifica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Si vota il 4 dicembre. Per cambiare la Costituzione, per cambiare il Paese #bastaunsì #referendum», scrive su Twitter Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera.

LO SLITTAMENTO. Inizialmente si sarebbe dovuto votare già a ottobre e in molti hanno letto, in questo slittamento di due mesi, un tentativo di trovare maggiori consensi. Prima del 4 dicembre infatti il governo presenterà la finanziaria, i cui dati economici si annunciano positivi. Non è inoltre escluso che si riesca a fare anche una legge di bilancio, con il conseguente bottino di consensi governativi. «La partita è tutta qui. Qui e ora. Chi vuole cambiare, ci dia una mano. Dandoci del tempo, chiamando un po’ di amici, facendo il volontario sulla rete o tra la gente. Oppure costituendo un comitato», ha commentato Matteo Renzi nella E-News.

INIZIA LA CAMPAGNA ELETTORALE. Annunciato anche l’inizio della campagna elettorale per la vittoria del sì: la prima tappa è a Firenze il 29 settembre, alle 21. «Il 29 settembre è un giorno molto sentito per tanti di noi. E non per Lucio Battisti o per i compleanni di Berlusconi e Bersani (auguri a entrambi!), ma perché il 29 settembre di otto anni fa, a Firenze successe una cosa strana. Proprio giovedì 29, otto anni dopo, ci rivedremo per una serata particolare: Al passato grazie, al futuro Sì», continua Renzi.

LE REAZIONI. L’opposizione non ha però gradito la data elettorale del 4 dicembre. «Finalmente gli italiani conoscono la data di scadenza di questo governo abusivo: il 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale e se vince il no Renzi va a casa», scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Indignato soprattutto il Movimento 5 Stelle: «Grave che Renzi abbia scelto la data del referendum costituzionale senza neanche consultarsi con le opposizioni. Ed è altrettanto grave e vergognoso che abbia negato ai cittadini, per così tanto tempo, la possibilità di esprimersi su un tema così delicato e importante, facendo un'indegna melina. Inoltre, se avesse potuto, il Presidente del Consiglio ci avrebbe fatto votare a Natale o, magari, a Capodanno, nella speranza di scoraggiare la maggioranza degli italiani, che è a favore del no, a recarsi presso le urne e nel tentativo di arrivare a mangiarsi il panettone».