referendum legittimo impedimento © GettyImages

Cos’è il legittimo impedimento? Il codice penale prevede che ogni cittadino ha il diritto di far spostare un’udienza di un processo che lo riguarda se ha un impedimento “effettivo e assoluto” (es. malattia). Gli italiani che sceglieranno di andare a votare il prossimo 12 e 13 giugno non dovranno decidere su questa disposizione, ma sulla legge che ha esteso i ‘casi eccezionali’ per il presidente del Consiglio e i ministri della Repubblica. Si tratta della legge varata nell’aprile del 2010 (legge n.51 del 2010) con l’obiettivo di limitare gli effetti devastanti del processo breve. Una legge ‘ponte’ della validità di 18 mesi (fino a ottobre 2011) che dovrebbe dare il tempo di studiare un nuovo scudo per le alte cariche istituzionali da realizzarsi con norma costituzionale (norma che, però, non ha mai 'marciato' in Parlamento).
La legge, che permetteva al premier o a qualcuno dei suoi ministri di rinviare una nuova udienza in concomitanza di impegni istituzionali ben precisi, è stata modificata dalla Corte Costituzioanle lo scorso 12 gennaio. Due i punti chiave fatti cadere dai giudici della Consulta: l'impedimento continuativo fino a sei mesi attestato dalla presidenza del Consiglio e l'automatismo nell'obbligo per il giudice di riconoscere la legittimità dell'impedimento. Il giudice ha quindi il potere di valutare “caso per caso” e “in concreto” se l'impedimento addotto dal premier dia luogo a una impossibilità assoluta a comparire in giudizio, in quanto oggettivamente indifferibile e necessariamente concomitante con l'udienza. Il tutto seguendo il “canone della leale collaborazione” tra autorità giudiziaria e potere politico. Chi, partecipando al referendum, voterà sì, eliminerà questa attuale norma modificata dalla Consulta; votando no si lascia intatta l’attuale legge.

Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l'articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”?

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