È accordo sul fondo per la gestione della crisi dei rifugiati in Turchia. Con voto unanime, i 28 Stati Membri della Ue hanno approvato lo stanziamento di 3 miliardi di euro: il doppio di quanto inizialmente preventivato lo scorso novembre. «Questo permetterà di mettere a disposizione ulteriore assistenza umanitaria ai rifugiati in Turchia e alle loro comunità ospitanti. L'aiuto è focalizzato principalmente su cibo, servizi sanitari ed educativi», spiega una nota ufficiale. Di questi 3 miliardi, 1 miliardo verrà preso dal budget europeo, mentre la restante parte sarà stanziata dagli Stati: ognuno darà in base al reddito nazionale lordo.

L’ITALIA. Quanto all’Italia, il contributo del Belpaese sarà inferiore a quanto ventilato: 224,9 milioni di euro contro gli iniziali 281,6 milioni. La somma non verrà calcolata dalla Commissione Ue ai fini delle regole del Patto di Stabilità ed è stata proprio questa garanzia a convincere l’Italia a togliere la propria riserva sullo stanziamento dei fondi. Tuttavia il nostro resta il quarto fondo più alto: dalla Germania arriveranno 427,5 milioni; dalla Gran Bretagna 327,6 milioni e dalla Francia 309,2 milioni. La Spagna segue invece l’Italia, posizionandosi al quinto posto con 152,8 milioni.

«Ci tengo a ringraziare gli Stati membri, e soprattutto l'Italia, che hanno dato prova di solidarietà. Il piano d'azione con la Turchia deve avere finalmente vita», ha commentato presidente della Commissione europea Jean Claude-Juncker. «Abbiamo degli impegni con la Turchia e dobbiamo rispettarli. La Turchia ha circa tre milioni di profughi ed è quindi chiaro che i tre miliardi di sostegno per i rifugiati di Siria in Turchia devono essere erogati». Soddisfatto anche il premier Matteo Renzi: «Serve una strategia per i prossimi anni e l'Italia farà tutti gli sforzi per salvare i popoli in mare. Siamo onorati di essere umani e il nuovo umanesimo vuol dire non permettere più alle persone di morire in mare».