Processi troppo lunghi che nel 2008 hanno condannato l’Italia a risarcire 81 milioni di euro nei confronti dei cittadini imputati (Legge Pinto, giusto processo), di cui 36,5 milioni ancora da pagare. Le cause civili diminuiscono, ma non sensibilmente restando abbondantemente oltre i 5,5 milioni, mentre le cause penali crescono dell’1,8% avvicinandosi a 3,3 milioni (dati al 30 giugno 2010). Crescono anche le istanze di fallimento, un chiaro segnale della crisi economica italiana, che si attestano a 34.033 (+24%). Sono solo alcuni dati della “drammatica situazione della giustizia” italiana presentati nella solenne cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, giunta alla centesima edizione, al cospetto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle più alte cariche delle Stato. L'immane lentezza dei processi, che scaglia contro l'Italia le reprimende del Consiglio d'Europa, è al centro della riflessione del nuovo primo presidente della Suprema Corte, Ernesto Lupo. “I tempi eccessivi - segnala - costituiscono un grave pericolo per il rispetto dello stato di diritto, conducendo alla negazione dei diritti consacrati dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo”. Tra le cifre già enunciate, Lupo lancia anche l'allarme sul sovraffollamento carcerario ricordando che l'Italia, è stata condannata per violazione dei metri quadri minimi da riservare ai detenuti. L'economia è condizionata da estorsioni, appalti inquinati, pizzo e usura. Ci si mette anche l'Inps: le cause che origina raggiungono la cifra record di un milione, mentre lo sbandierato calo del 4% dell'arretrato civile, annunciato da Alfano, si riduce a un piccolo -0,8% in base ai più completi calcoli fatti da Lupo. “Non siamo più nemmeno in grado di pagare gli indennizzi per la violazione dei canoni del giusto processo”, ha proseguito il primo presidente della Suprema Corte ricordando le milioni di cause giacenti e le cifre da capogiro pagate dallo Stato alle vittime delle 'cause-lumaca’.

Gli avvocati rallentano la giustizia

L’ANNO GIUDIZIARIO IN CIFRE
Cause civili pendenti - 5.602.616 fascicoli giacenti Opposizioni a multe - 935.491 ricorsi cittadini contro sanzioni
Cause penali pendenti - 3.290.950 fascicoli giacenti Fallimenti per crisi economica - 34.033, con un aumento del 24%
Tempi per sentenza civile - 845 giorni per primo grado Milioni pagati in risarcimento Legge Pinto 81 mln euro
Tribunali troppo piccoli - 59 hanno meno di 20 unità, 15 meno di 10; per funzionare bene servono almeno 20 magistrati. Sovraffollamento carcerario - Italia condannata, meno di 3 metri quadri per detenuto quando ne servono almeno 7
Cause lavoro giacenti - 60.786 nel pubblico e 194.031 nel privato Ricorsi in Cassazione - ogni giorno ne arrivano 320
Cause previdenziali giacenti - 633.524 fascicoli Inps intasa tribunali - 1 milione di cause pendenti

Quanto dura un processo
In un articolo di Giovanni Negri pubblicato su il Sole 24 Ore si ‘danno i numeri’ sui processi italiani. La durata dei giudizi definibili con sentenza nel triennio 2007-2009, è passata dai 1.138 giorni nel 2007 ai 1.163 nel 2009, con un picco di 1.210 nel 2008 e un incremento percentuale nel triennio del 2,2%. Dato che trova conferma in quello sulla durata media dei giudizi di cognizione ordinaria, che nel triennio 2007-2009 ha oscillato tra i 1.509 giorni del 2007 e i 1.576 giorni dei 2009 (+4,4%). Nei giudizi davanti al tribunale ordinario, la durata media è inferiore e mostra una tendenza alla diminuzione, essendo passata nel triennio 2007-2009 da 479 giorni nel 2007 a 456 giorni nel 2009, con una diminuzione del 4,7%, e il dato del 2009 risulta stabile nel primo semestre del 2010. Più grave la situazione relativa alla durata media dei giudizi davanti al giudice di pace, che nel triennio 2007-2009 è passata da 291 giorni nel 2007 a 324 giorni nel 2009, con un aumento dell'11,3 per cento. I dati relativi al primo semestre del 2010 mostrano, osserva ancora la relazione, la tendenza a un ulteriore aumento.

Procedure esecutive mobiliari, “sintomo d’impoverimento economico e sociale del Paese”
In sensibile aumento il numero delle nuove procedure esecutive immobiliari, passate da 59.178 a 68.087 ( 8.909, pari a 15,1%), con una corrispondente crescita della pendenza, passata da 205.607 a 215.646 (+4,9%). Analogo fenomeno ha riguardato le procedure esecutive mobiliari, “preoccupante sintomo d'impoverimento della complessiva situazione economica e sociale del nostro Paese” sottolinea Lupo, aumentate a 432.262 (+4,2%).

Più separazioni consensuali
In materia di diritto di famiglia, cresce ancora il numero delle nuove iscrizioni riguardanti le separazioni, sia consensuali ( 34%) che giudiziali ( 3,0%), ma mentre aumenta la pendenza delle prime ( 2,9%), diminuisce quella delle seconde (-3,8%), anche se cresce, per le une e le altre, il numero delle definizioni.