Io e Marilyn

C’è un particolare episodio emerso durante le riprese del film?
Quando Giovanni Veronesi mi ha proposto la storia - il soggetto è firmato da lui - ho pensato che sarebbe stata un’occasione unica quella di “fare un film con Marilyn Monroe”. Ci siamo messi in contatto con la fondazione a Los Angeles e abbiamo trattato la partecipazione del personaggio come se fosse stata davvero lei. In questo gli americani sono fantastici e folli al tempo stesso: parlavano del “nostro” fantasma come se fosse stata davvero la diva! Ma hanno ragione: non volevano che le venissero attribuite frasi e atteggiamenti che non fossero stati veritieri. Mi hanno fatto togliere persino una battuta dal copione («Anche io ho avuto un bagno senza finestre»: mi hanno detto che a loro non risultava che Marilyn ne avesse mai avuto uno del genere).

C’è una canzone o una scena che meglio la rappresenta?
Marilyn era un colore, un profumo, è riuscita a diventare questo molto probabilmente senza sapere neanche lei in che modo! Ma d’altra parte, lo sa un fiore perché profuma così? Lo sa l’azzurro del cielo perché mai è così perfetto? Marilyn è ancora questo. Quello struggente «Bye Bye Baby» mi pare davvero che la rappresenti molto ed è la canzone che ho messo anche nel mio film. Non lo so in quale sequenza l’avrei voluta dirigere, ma so che ci avrei voluto fare un film insieme se ancora fosse esistita: c’è nel mondo qualcuna che abbia le sue caratteristiche? Non mi viene in mente nessuna, a parte, forse, Monica Vitti negli anni ‘70.

Il tipo di femminilità “alla Marilyn” è ancora attuale?
Non solo è attuale, ma dal momento che si dice “alla Marilyn” vuol dire che ha creato un marchio di fabbrica distinguibilissimo. Però, attenzione: di questo marchio girano tante copie finte a buon mercato fatte dai cinesi...

Oggi le donne hanno perso quella seduzione, sexy ma mai volgare?
L’hanno persa perché tutto si è accorciato, dai tempi di seduzione dei maschi ai tempi di risposte delle donne. Marilyn era in analogico, ora invece anche la seduzione passa attraverso il digitale. Però, spesso, mancano le sfumature di una fotografia che i pixel non possono riprodurre.

Ha poster o oggetti legati alla diva?
Il Natale in cui è uscito il film tutti i miei parenti e amici hanno pensato bene di regalarmi qualche foto o libro di Marilyn. Casa mia ora sembra un piccolo museo di un pazzo.

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