Giusi Ferrè

Giusi Ferrè, la conduttrice di “Io Donna – Buccia di banana”

Che cosa rende così unico lo “stile Marilyn”?
È qualcosa di molto preciso: i capelli (all’inizio della sua carriera più biondo giallo, poi con una tonalità champagne particolare), la sua pelle chiarissima, che sembrava fatta di crema, il trucco con occhi marcati e bocca ben disegnata… Per non parlare degli abiti aderenti, di raso e di satin, lucenti come un’acqua che scivolava addosso, e le decolleté leggere e un po’ a punta col tacco sette/otto, tanto quanto bastava a conferirle quell’andatura ondulata, sexy e principesca. È incredibile come, nonostante tutto l’apparato che metteva in scena, Marilyn non fosse mai volgare. Anzi, possedeva quasi un candore innocente, con quel viso splendido un po’ infantile. Per questo piace tanto pure ai bambini. Mi è capitato, un giorno, di vedere nella camera di un mio nipote un poster della Monroe. Mi ha stupito, trattandosi di un giovane a fine anni ‘80! Ma Marilyn aveva anche una parvenza un po’ materna.

Un tocco di classe e (se mai c’è stata) una buccia di banana della diva?
Il suo massimo tocco di classe Marilyn lo raggiungeva con l’abito da sera. Ho in mente i modelli diritti con scollatura senza spalline, petto in vista, corpo ben disegnato... Quando canta Happy Birthday al presidente Kennedy, così fasciata nelle vesti, luminosa, con quella voce quasi sussurrata, sembra davvero fatta della stessa sostanza di un sogno. La sua raffinatezza, che all’epoca non fu assolutamente colta, nasce da un modo d’essere e di porsi molto speciali. Confrontata con certe star di oggi pare quasi un’educanda! Più che bucce di banana vere e proprie, direi che a volte dava l’idea di essere poco lavata, specie quando era un po’ depressa. Inoltre lo stile sportivo non le donava particolarmente, la faceva sembrare lievemente più grossolana di quel che era.

Ha fatto storia l’abito di Quando la moglie è in vacanza , con le spalle all’americana e la gonna pieghettata, sollevata dall’aria...
Replicato dai grandi magazzini, quel vestito riscosse un successo di vendita incredibile. Segno della capacità che aveva allora il cinema di influenzare gli spettatori e della dote di Marilyn di rendere unico ciò che indossava.

Ma oggi una diva con tali sembianze e portamento sarebbe ancora attuale?
Mi è capitato di pensare che, secondo i canoni del momento, Marilyn sarebbe considerata grassa. Lei incarna la tipica bellezza morbida anni ‘50/’60. Se consideriamo che una delle modelle più richieste attualmente, Natalia Vodianova, indossa una 34, una taglia per bambina magra di 12 anni... oggi la femminilità della diva sarebbe persino esagerata. Nel contempo, però, ancora adesso, se Marilyn arrivasse su un red carpet, tutti rimarrebbero a bocca aperta. Il suo fascino irripetibile è stato il suo pregio, ma anche una grande dannazione.

Il dissidio tra Norma Jeane e Marilyn fu sempre presente e molto acceso...
Nel bellissimo libro Blonde si racconta di come l’attrice si mettesse di fronte allo specchio e invitasse la Marilyn che era in lei a uscire fuori. Le causava una sofferenza enorme. Mi viene in mente Rita Hayworth, quando affermava che gli uomini andavano a letto con Gilda e si risvegliavano con Margarita Cansino...

Perché questo personaggio l’ha sempre appassionata tanto?
Marilyn è arrivata al successo da sola, attraverso situazioni difficilissime, cercando sempre di studiare e leggere per eliminare quelle che riteneva fossero sue debolezze personali. Con un coraggio straordinario. La trovo magnifica ne Gli spostati . Peccato sia stata tanto sottovalutata e sottopagata da Hollywood! E poi ho in mente una sua foto con indosso un maglione Aran, di quelli di lana pesante. Lì porta un capo sportivo ma lo sfoggia “alla Marilyn”, rendendolo dunque elegante. Quello sì, un vero tocco di classe!

Articolo principale: Pretty Marilyn