La Cina chiude l'era del figlio unico. Secondo l'agenzia Nuova Cina , il plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista ha rimosso il limite imposto 26 anni fa per frenare l'aumento delle natalità. Le coppie finora potevano avere un solo bambino, tranne alcune eccezioni introdotte nel 2013: un secondo figlio per le famiglie "rurali" con una femmina come primogenita e alcune minoranze etniche. La politica del figlio unico era stata introdotta da Den Xiao Ping nel 1979, a pochi mesi dalla morte di Mao, dopo che durante il governo del leader comunista la popolazione era aumentata di 30 milioni di persone.

Fino a oggi la legge è stata contestata dai difensori dei diritti umani - soprattutto contro gli aborti forzati anche per gravidanze vicine al termine - e per i grossi squilibri creati nella popolazione cinese, dato che le famiglie preferiscono spesso abortire (spesso illegalmente) quando scoprono di aspettare una bambina. Chi riusciva ad avere un secondo figlio era punito con sanzioni di decine di migliaia di yuan. Ad autorizzare la retromarcia sulla politica del figlio unico, ci sono anche i dati demografici che dimostrano un rallentamento della crescita della popolazione ben oltre le attese e il progressivo e rapido invecchiamento della società. Oggi gli over 60 sono il 13%, mentre la popolazione attiva è calata nel 2014 per il terzo anno consecutivo.