Ciro Moccia

Ciro Moccia è stato ferito in un agguato camorristico mentre era in auto col figlio 19enne alla gida. Il "re della pasta di Gragnano" - proprietario dei supermercati Decò, del pastificio artigianale Fabbrica della pasta di Gragnano e della neonata Locanda della pasta, è stato colpito nella notte tra venerdì e sabato sera mentre rientrava a casa. Nei pressi del cancello di casa, un uomo in scooter e casco integrale si è avvicinato e ha aperto il fuoco sparando 12 colpi, due dei quali hanno colpito alle gambe Moccia.

Mentre proseguono le indagini degli agenti del commissariato di Castellammare, interviende anche la Dda di Napoli. Sullo sfondo infatti ci sarebbero le minacce e l'estorsione della camorra, dopo alcune lettere anonime ricevute dalla famiglia Moccia. «Troppe cose penso in queste ultime ore», ha scritto l' imprenditore su Facebook, «specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente. Forse ho sbagliato?». Una frase che fa pensare che i posti di lavoro nelle attività di Moccia siano nel mirino della malavita organizzata, insieme con il cosiddetto "pizzo di Natale" chiesto solitamente ai commercianti e imprenditori a fine anno.

«Tra l' altro uno dei pochi imprenditori», afferma Vincenzo Zurlo dell' associazione LegalmenteItalia, «che partecipa ai convegni sulla legalità e va nelle caserme a denunciare, dando il buon esempio e sconfiggendo il muro dell' omertà». Proprio Moccia sarebbe tra i primi firmatari di una petizione promossa da Zurlo per intitolare la biblioteca comunale all' imprenditore Michele Cavaliere, ucciso dalla camorra il 16 novembre 1996 per essersi ribellato alla richiesta di pizzo avanzata dal clan Carfora.