© GettyImages

Agosto 1966, la presentatrice televisiva Samantha Juste con il Philips T-Vette, il primo vero portatile all-transistor, schermo 11 pollici a batteria o alimentato dalla rete

Un semplice ritocco non sarebbe bastato a bloccare le perdite e così, dopo 80 anni, Philips dà l’addio al mercato dei televisori. Troppa la concorrenza dei colossi asiatici come Samsung, Sony e Panasonic, il gruppo olandese ha così deciso di cedere il 70% del suo business all’azienda di Hong Kong Tpv Technology. Nelle mani di Philips resterà solo una quota del 30% della nuova joint-venture, e royalty di almeno 50 milioni di euro all'anno a partire dal 2013. Si chiude così un'era iniziata di successi iniziata nel 1925 quando Philips, fondata nel 1891 da Anton e Gerard Philips e ben presto lanciata in innovative ricerche su raggi X e tecnologia radio, si imbarca nei primi esperimenti sui televisori che porteranno l’azienda a festeggiare i 100 milioni di tv Philips nel 1984.
Dopo un 2010 in cui il gruppo ha chiuso con una perdita di 87 milioni nella divisione Tv e una crescita di 138 milioni nelle attività di health-care, Philips ha così deciso di focalizzarsi sui business della cura della persona e dei prodotti medicali. La mossa è un passo avanti nella riorganizzazione: nel 2006 Philips aveva già ceduto il business dei semiconduttori, e due anni prima aveva abbandonato i telefonini vendendo la quota di maggioranza nel settore monitor proprio a Tpv.