Camera dei deputati

Il disegno di legge più atteso è stato battuto dalle ferie dei parlamentari

Tutto rimandato al 10 settembre. Il disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, cavallo di battaglia di governo e maggioranza, non verrà affrontato dal Parlamento prima di un mese. Motivo? Si chiude per ferie: ben 26 giorni consecutivi per la Camera, 24, invece, per l’aula del Senato.
Questi ultimi giorni di lavoro, infatti, saranno dedicati in particolare al via libera definitivo del Decreto del fare che, approvato in Senato e arricchito di 70 modifiche (ecco le principali) passa in terza lettura alla Camera che dovrà licenziarlo entro la settimana. Intanto a Montecitorio è stato dato il via libera al dl Lavoro e Iva mentre il Consiglio dei ministri si prepara a varare il decreto legge con le misure per la sicurezza, con particolare attenzione alle violenze domestiche, ai controlli sugli appalti per contrastare la criminalità organizzata e a nuove norme di contrasto ai No tav in val di Susa.
Ma a far rumore, come segnalato in un servizio del Tg La7 , sono i provvedimenti che slitteranno a settembre a causa della Pausa estiva in particolare il ddl sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; a Montecitorio si chiude il 10 agosto e si riprende il 6 settembre. La conferenza dei capigruppo ha stabilito che il provvedimento, su cui si è impegnato direttamente il governo, andrà in aula a partire dal 10 settembre; subito dopo il via libera al ddl costituzionale da licenziare entro il 9.