Panama Papers”: prende il nome dallo Stato dell’America Latina l’ultimo scandalo internazionale, che ha portato alla luce un ingente quantitativo di denaro dirottato da tutto il mondo verso le banche di diversi paradisi fiscali; traffico ora svelato da una serie di documenti trapelati sui medi internazionali.

LO SCANDALO. Sono moltissimi i coinvolti nella vicenda dei Panama Papers: la fuga di notizie, della quale hanno beneficiato per primi i giornalisti dell’Icij (International consortium of investigative journalists) tra cui L’Espresso , con l’esclusiva sull’Italia, è cominciata con la scoperta di una serie di carte segrete che testimoniano operazioni e spostamenti di denaro dal 1977 al 2015. Sarebbero circa 800 gli italiani coinvolti, tra i quali spunta il nome di Luca Cordero di Montezemolo, l’imprenditore già latitante Giuseppe Donaldo Nicosia e l’ex pilota Jarno Trulli; a livello internazionale, i personaggi pubblici implicati nello scandalo sarebbero vicini a leader mondiali quali Putin, il cinese Xi Jinping e il padre di David Cameron. Non mancano all’appello nemmeno personaggi dello sport e del cinema: citati, infatti, anche il calciatore Lionel Messi e l’attore Jackie Chan. Ma anche diverse aziende non si sono fatte sfuggire le opportunità rappresentate dai paradisi fiscali. Tra le italiane implicate nelle Panama Papers vi sono due istituti bancari, la Unicredit e la Ubi; si teme che tra le imprese coinvolte ve ne siano alcune connesse al mercato della droga o al terrorismo.

LA FUGA DI NOTIZIE. A cominciare la fuga di notizie sarebbe stato lo studio legale Mossack Fonseca, che ha sede in 35 città nel mondo e che si sarebbe rivolto al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, il quale avrebbe poi condiviso il materiale ricevuto con i reporter di vari media internazionali. Si parla di un volume di materiale pari a 11 milioni di documenti, i quali sono stati messi al vaglio da un pool di più di 300 giornalisti di 76 Paesi che vi hanno lavorato per un anno: lo scandalo dei Panama Papers ha raggiunto proporzioni ancora più importanti di quelle di Wikileaks e Datagate, coinvolgendo ben 14.000 tra persone e società clienti di Mossack Fonseca a Panama. Numeri di una vicenda che mette in evidenza le enormi proporzioni raggiunte dalle frodi fiscali, che fanno perdere ogni anno 170 miliardi di dollari solo alle casse dei Paesi più poveri del mondo, come denunciato da Oxfam, confederazione di 17 Paesi specializzata in aiuto umanitario: Elisa Bacciotti, direttrice di Oxfam Italia, sottolinea come «l’inchiesta Panama Paper, che sta coinvolgendo trasversalmente nomi eccellenti del mondo della politica, bancario, finanziario, imprenditoriale, dello sport e dello spettacolo, getta nuova luce su pratiche elusive e sulla pervasività degli abusi fiscali a livello globale e nel nostro Paese».