Disoccupazione e scarsa crescita economica penalizzano nuove generazioni

Dopo l’allarme lanciato da Banca d’Italia, arriva quello dell’Ocse. Se nei giorni scorsi Bankitalia aveva rivelato che nel nostro Paese la quota di persone a rischio povertà è cresciuta a dismisura, raggiungendo un livello record, ora l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico rimarca il concetto, spiegando che “negli ultimi dieci anni, la povertà è aumentata soprattutto tra i giovani, riflettendo l’inefficacia dei programmi anti-povertà locali”. Nonostante le riforme strutturali e i miglioramenti degli ultimi anni, infatti, secondo l’Ocse la situazione rimane critica: ancora oggi, fra i giovani e i disoccupati di lungo termine il tasso di disoccupazione è elevato e la crescita economica troppo debole. Segno che c’è ancora molto da fare.

Le soluzioni anti-povertà

L’Ocse suggerisce all’Italia cinque strategie per uscire dalla povertà. In primo luogo raccomanda di migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e di combattere la corruzione. Poi, di programmare con maggiore cognizione di causa gli investimenti, nel settore delle costruzioni, in quello dei progetti infrastrutturali, nella ricerca, e di rivedere il tema del prestito bancario. In terzo luogo, invita il nostro Paese ad attuare delle misure per limitare la durata della disoccupazione ed evitare l’esclusione sociale, ottimizzando le politiche del mercato del lavoro e stabilendo partnership tra le agenzie di lavoro private e l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. La quarta raccomandazione riguarda la questione istruzione: università e scuole tecniche dovrebbero aggiornare i loro curricula per soddisfare le esigenze attuali e future del mercato del lavoro. Infine, si invita a “migliorare l’efficienza della struttura fiscale e rafforzare la rete di sicurezza sociale, mantenendo gli sforzi contro l’evasione fiscale”.