Paolo Nespoli

Un isolamento totale, che prescinde da qualsiasi esigenza e contingenza terrena. È la condizione degli astronauti nello spazio, come Paolo Nespoli, il 57enne astronauta italiano in orbita dallo scorso dicembre. Protagonista di una missione lunga sei mesi, l’astronauta italiano forse oggi non vorrebbe essere così lontano, troppi i 400 kilometri che lo separano dalla Terra. La mamma Maria è morta domenica, improvvisamente, al termine di una malattia cardiaca che ha fatto il suo decorso in modo molto rapido. Oggi in quel di Verano Brianza, dove la madre viveva, saranno celebrati i funerali ma Paolo non potrà partecipare. Il suo ritorno sulla Terra, previsto per il prossimo 23 maggio, non può assolutamente essere anticipato. E per Paolo, che ha appreso la notizia mentre era a bordo della Stazione Spaziale Internazionale l’unico modo per partecipare alle esequie, e dire addio alla madre, è un collegamento telefonico dallo Spazio.

In questi mesi l’astronauta italiano e l’anziana madre (78enne) erano sempre rimasti in contatto, grazie ad una linea privilegiata, messa a disposizione dall’Agenzia spaziale europea, e un sistema video che permetteva un collegamento via modem, installato nella casa della madre. La madre di Nespoli si collegava ogni 15 giorni via video con il figlio, con l’aiuto dei familiari. I collegamenti con la stazione spaziale, che venivano annunciati ogni volta alla mamma di Nespoli il giorno prima, duravano anche mezz’ora. La signora si preparava e all’ora concordata accendeva il modem.