Laurea ad honorem Giorgio Napolitano

Il Presidente Giorgio Napolitano nel corso della cerimonia di conferimento della Laurea ad honorem in Relazioni internazionali e Scienze internazionali e diplomatiche conferita dall’Università Alma Mater di Bologna

«Una promozione, da praticante a scienziato della politica». Così Giorgio Napolitano ha accolto il conferimento da parte dell’Università di Bologna, l’Alma Mater Studiorum, della laurea ad honorem in Relazioni internazionali e Scienze internazionali e diplomatiche .
Non solo celebrazione, il conferimento della laurea, avvenuta questa mattina nell’Aula Magna di Santa Lucia, in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico – il 924esimo dalla fondazione dell’ateneo felsineo – è stata anche l’occasione per tratteggiare un quadro dell’attualità politica del nostro Paese. «Assistiamo certamente all’appannarsi di determinati moventi dell’impegno politico, inteso come impegno di effettiva e durevole partecipazione – ha sottolineato Napolitano – Tra i moventi che si sono affievoliti si può collocare quella che ritengo sia giusto chiamare la “forza degli ideali”, e la stessa percezione del ruolo insostituibile della politica. Insostituibile in quanto decisivo per la soluzione dei problemi di cambiamento e sviluppo della società, cui si legano i destini individuali e collettivi nel quadro nazionale e internazionale. Ma se tale percezione si è affievolita, insieme con la “forza degli ideali”, è anche per effetto di una perdita di efficacia, persuasività e inclusività del sistema politico. E mi riferisco alle istituzioni rappresentative, ai processi elettorali, ai partiti: una crisi da cui si può uscire solo attraverso riforme in tutti questi campi».
Crisi dei partiti e quindi crisi di rappresentatività che, secondo Napolitano, hanno portato a «fenomeni di disincanto, di distacco dalla politica, di più dubbiosa partecipazione ai confronti elettorali». E così in uno scenario tanto complesso diventa ancora più importante la «soluzione rappresentata dal formarsi del governo Monti». Un esecutivo che adesso ha responsabilità molto importanti sulle sue spalle e il cui operato va, a parere di Napolitano, sostenuto con forza: «È nell’interesse comune che lo sforzo appena intrapreso, con significative proiezioni in sede europea, continui e si sviluppi in un clima costruttivo. Fuori discussione sono le prerogative del Parlamento e le esigenze di un corretto confronto tra governo e forze sociali. Non intervengo nel merito di alcuna questione politicamente o socialmente controversa: metto però in guardia contro la pericolosità di reazioni, a qualsiasi provvedimento legislativo, che vadano ben al di là di richieste di ascolto e confronto e anche di proteste nel rispetto della legalità, per sfociare nel ribellismo e in forzature e violenze inammissibili. E nello stesso tempo voglio sottolineare come il consolidarsi, nei prossimi mesi, in Parlamento e nei rapporti politici, del clima costruttivo già delineatosi risponda all’interesse delle stesse forze politiche, per il superamento della crisi prodottasi nel loro rapporto con la società e con i cittadini».
Mentre Giorgio Napolitano parlava, all’esterno – nel centro della città – protestavano gli “indignati”; una protesta, presto trasformatasi in scontro con la polizia. Ferito un cronista de la Repubblica . Secondo quanto riferisce la Questura, i manifestanti avrebbero usato anche spray urticante e liquido corrosivo.