Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Attuare una profonda riforma fiscale anche per ridurre il debito pubblico e la spesa corrente dell’Italia. Nel suo discorso di fine anno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto appello alle forse politiche del nostro Paese affinché si compiano “scelte significative anche se difficili” in tema fiscale. L’appello di Napolitano, seguito da oltre 13 milioni di persone attraverso i canali Rai, Mediaset, La7 e Sky, dovrebbe trovare una risposta con la riforma della tassazione i cui lavori in Parlamento sono già iniziati, ma è anche vero che, come sottolinea lo stesso leader della Lega Nord, Umberto Bossi, “è difficile attuare le riforme che chiede il presidente della Repubblica prima di una tornata elettorale”. Fra le scelte difficili, infatti, ci sarebbe quella di un aumento delle imposte, scelta che creerebbe malumori nell’elettorato e alla quale il governo non sembra voler ricorrere.
L'intenzione, però, è comunque quella di partire con la semplificazione di un sistema che, come più volte ha ricordato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha ormai diversi decenni sulle spalle e non corrisponde più alle esigenze attuali. Ma l'obiettivo più volte dichiarato è più 'alto’ e, soprattutto costoso: far scendere il peso del fisco sulle imprese e soprattutto sulle famiglie introducendo il 'quoziente familiare’. Si punta innanzitutto a dare un volto più preciso all'evasione e a procedere con uno screening sulle sovrapposizioni di aiuti, tra fisco e welfare, su alcune categorie, dalla famiglia al lavoro. A riunirsi, per la prima volta, sono stati gli esperti del gruppo di lavoro sull'economia sommersa e del gruppo sulla sovrapposizione tra stato sociale e stato fiscale. Entrambi i tavoli torneranno a riunirsi intorno alla metà di gennaio e l'obiettivo è quello di concludere il lavoro per fine marzo. Uno dei primi obiettivi è dunque quello di arrivare ad una analisi condivisa del fenomeno dell'evasione. Un sommerso che non riguarda solo le imprese, ma anche realtà diverse, dal lavoro domestico nelle famiglie al settore immobiliare