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Si è spento nella notte l’ex presidente israeliano Shimon Peres. Aveva 93 anni. Lo statista, nonché premio Nobel per la Pace nel 1994, era stato colpito due settimane fa da un ictus: ricoverato in ospedale, le sue condizioni erano state diagnosticate come irreversibili. La notizia della sua scomparsa ha fatto immediatamente il giro dei social network, tanto da costringere la famiglia a ufficializzare nella notte la notizia, senza aspettare la conferenza stampa prevista per la mattina seguente. I funerali sono previsti venerdì a Gerusalemme: attesi decine di leader stranieri, tra cui il presidente americano Barack Obama, il Principe Carlo d'Inghilterra e Papa Francesco.

IL CORDOGLIO MONDIALE. Da tutto il mondo arrivano messaggi di cordoglio. «Ci sono poche persone con cui condividiamo questo mondo che cambiano il corso della storia, non solo per il loro ruolo negli eventi, ma anche perché ampliano la nostra percezione e ci costringono a pretendere di più da noi stessi. Il mio amico Shimon era una di queste persone», ha dichiarato Obama in un comunicato. «Shimon non ha mai smesso di credere nella pace tra israeliani, palestinesi e vicini di Israele, neanche dopo la tragica notte di Tel Aviv che portò via Yitzhak Rabin». Gli fa eco Bill Clinton che su Twitter scrive: «Era una benedizione per tutti coloro che si battono per la pace».

L’EREDITA’ SPIRITUALE. In conferenza stampa il figlio di Peres, Chemi, ha spiegato: «Nella sua vita e con le sue azioni mio padre ci ha lasciato in eredità il domani. Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza, e di spianare sempre strade per un futuro di pace».

LA VITA. Peres nacque nel 1923 da mercanti di legname. A 11 anni scappò dalla Palestina. La sua fu una vita al servizio della politica e della difesa della Pace: a 27 anni fu eletto direttore generale del ministero della Difesa, a 36 anni deputato della Knesset, quindi leader della sinistra, ministro della Difesa e degli Esteri e delle Finanze e dei Trasporti e dell’Informazione e dell’Immigrazione. Fu due volte premier e presidente d’Israele (nel 2007 e 2014). Peres ha sempre detto di avere avuto due mentori: il fondatore del laburismo sionista Berl Katznelson «che mi ha insegnato a essere scettico», e David Ben Gurion «che mi ha insegnato il contrario, a essere risoluto e orientato ad agire». Amato all’estero, non riscuoteva invece molte simpatie tra i suoi: la destra non gli avrebbe mai perdonato d’aver abbracciato i palestinesi; la sinistra, d’essere stata abbandonata al suo destino di marginalità.