Mario Monti all’incontro inaugurale del XXXIII Meeting per l'Amicizia tra i popoli

L’Italia sente vicina l’uscita dalla crisi. Ad affermarlo il presidente del Consiglio Mario Monti ieri a Rimini in occasione del suo intervento all’incontro inaugurale del XXXIII Meeting per l’Amicizia tra i popoli.

Ottimismo nelle parole del premier, che non solo «vede avvicinarsi la fine del tunnel delle difficoltà», ma che si dice anche convinto che «un anno fa pensavamo meno di essere in crisi ma lo eravamo di più perché non era ancora venuto il balzo che ci ha fatto ragionare più profondamente sulle condizioni dell’Italia». Un cambio radicale nella mentalità degli Italiani che «ha permesso il realizzarsi della riforme strutturali che il governo ha attuato da quando è in carica».

Un cambiamento avvenuto non solo a livello italiano «ma anche sul piano europeo». Europa che, secondo il capo del governo, deve fare di tutto per evitare la «maggiore tragedia», ovvero la disgregazione a causa dell’euro.

Dall’Europa all’Italia con Monti che torna a parlare del triste fenomeno della “generazione perduta”: lo «sperpero di una intera generazione di persone che oggi giovani non lo sono più, alcuni di loro hanno superato i 40 anni d’età, e che pagano le conseguenze gravissime della scarsa lungimiranza di chi, prima di me, non ha onorato il dovere di impegnarsi per loro. Un’intera generazione che paga un conto salatissimo». «Una generazione che – precisa il premier – non considero perduta perché priva di mezzi o capacità, a cui non mancano né energie né competenze, anzi un capitale umano eccellente, al quale le “batoste” di questi anni non hanno tolto la voglia di proporre e di partecipare alla vita del Paese».