Si attesta a quota 59,3 milioni il numero di prodotti contraffatti recuperati in Italia dalla Guardia di Finanza nel primo semestre del 2010. Tra i prodotti sequestrati alcuni presentano marchi contraffatti, altri non rispettano le norme sulla sicurezza e altri ancora falsificano il made in Italy.
Secondo una ripartizione geografica delle aree soggette ai sequestri, al primo posto si classifica il Centro con 26 milioni di unità sequestrate, seguito dal Sud con 16,7 milioni di pezzi e quindi da Nord (13,8 milioni) e dalle isole (2,7 milioni di pezzi).
Se la contraffazione riguarda ormai tutti i settori, la moda è ancora il settore nel quale il mercato del falso risulta più florido con 29,6 milioni di capi sequestrati dalla GdF. Seguono al secondo posto il settore dei beni di consumo con 17,2 milioni di pezzi recuperati e al terzo il settore dei giocattoli, con 8,5 milioni di prodotti recuperati . Si attestano poi a 3,9 miliardi i falsi oggetti di elettronica.
Lo scorso anno sono stati sequestrati 112,8 milioni di prodotti contraffatti. Un trend in aumento rispetto al 2008, quando è stata raggiunta la cifra di 94,9 milioni, che ha fatto registrare un aumento del 18,8%.
Al primo posto per produzione di prodotti contraffatti si classifica l’Estremo Oriente da cui, secondo alcune stime, proviene il 70% della produzione mondiale di contraffazioni. Prodotti che vengono distribuiti tra l’Unione Europea, dove va il 60%, e resto del mondo.
La Cina è al primo posto per la produzione del falso. In Europa il triste primato spetta invece all’Italia, dove il settore più interessato dal fenomeno e quello della moda (60%). Un commercio che in 10 anni, secondo le stime, ha portato alla perdita di 40.000 posti di lavoro, mentre sul fronte fiscale il mancato introito è stato pari all'8% del Pil e al 21% dell’Iva.