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Reddito in calo e sempre più single. È questo il quadro offerto dalla Banca d’Italia nel suo rapporto sui bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2012, appena diffuso dall’istituto di via Nazionale. "Tra il 2010 e il 2012 - afferma Bankitalia - il reddito familiare ha subito in media un calo di circa il 7,3%". Il deterioramento delle condizioni economiche, "in termini di reddito equivalente, è stato più accentuato per i lavoratori indipendenti rispetto a quelli dei dipendenti e delle persone in condizione non professionale".
Secondo il rapporto della Banca d'Italia, nel 2012 "il 35,8% delle famiglie ritiene che le proprie entrate siano insufficienti ad arrivare alla fine del mese (contro il 29,9% del 2010)".

AL 10% METÀ DELLA RICCHEZZA. La ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali (immobili, aziende e oggetti di valore) e delle attività finanziarie (depositi, titoli di Stato, azioni, ecc.) al netto delle passività finanziarie (mutui e altri debiti), presenta un valore mediano (cioè quello detenuto dalla famiglia che occupa la posizione centrale nella distribuzione della ricchezza) pari a 143.300 euro.
Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6 per cento della ricchezza netta familiare totale (45,7 per cento nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza negativa è aumentata al 4,1 per cento, dal 2,8 del 2010.

DEBITI. La quota di famiglie indebitate è di poco superiore a un quarto ed è lievemente diminuita rispetto alla precedente rilevazione. L’indebitamento, come in passato, è più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. Le passività sono costituite in larga parte da mutui per l’acquisto e per la ristrutturazione di immobili.

SEMPRE PIÙ SINGLE. Secondo l’indagine sul 2012 è proseguita la crescita delle famiglie formate da un solo componente (28,3 per cento, contro il 24,9 per cento nel 2010; erano il 16,1 per cento nel 1991); sono diminuite, per contro, le coppie con e senza figli. È aumentata la quota di nuclei familiari con capofamiglia nato all’estero (9,4 per cento contro l’8,6 per cento del 2010; nel 1991 erano l’1,1 per cento).