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«Nessuno è indispensabile». Così Sergio Marchionne certifica le voci che si inseguivano da una settimana sul futuro di Luca Cordero di Montezemolo. A nulla è servita dunque la rinnovata disponibilità del presidente della Ferrari a rimanere «tre anni».

Da Cernobbio, l'a.d. di Fiat spiega i motivi dell'addio sempre più probabile: «Quando un'azienda cambia idea o non c'è più convergenza degli obiettivi le cose cambiano», spiega Marchionne ricordando l'autonomia di cui ha goduto Montezemolo in questi anni, «per noi ci sono due obiettivi importanti: quelli economici, sui cui è stato fatto un ottimo lavoro, e la gestione sportiva. Vedere la Ferrari che non vince dal 2008 mi intristisce».

Parole che suonano ancora più pesanti nel giorno del tracollo rosso sulla pista di casa, a Monza: nono posto per Raikkonen, ritiro per Fernando Alonso. E sul futuro del pilota spagnolo, molto vicino a Montezemolo, si addensano ora tanti dubbi.

Giovedì è previsto un cda - «ordinario» assicurano da Maranello - per visionare i conti. Ma il futuro della Rossa sarà il piatto forte della discussione, mentre si tratta sulla buonuscita dell'attuale presidente (si parla di circa 300 milioni di euro)

Parole che non sono piaciute all'amico Della Valle: «Marchionne che vuole dare lezioni a noi italiani su cosa e come dobbiamo fare per sottolineare il suo 'orgoglio italiano' è una cosa vergognosa ed offensiva», l'affondo di Mr Tod's, «se si sente orgoglioso di essere italiano, cominci a pagare le sue tasse personali in Italia dove le pagano i lavoratori Fiat».