© Esercito italiano

Un militare italiano in attività congiunta con componenti dell’Esercito afghano per il controllo del territorio

L’Italia ha prorogato di nove mesi la propria partecipazione a missioni internazionali di pace. Il sì definitivo è arrivato martedì 22 gennaio dalla Camera – voto contrario solo del gruppo Idv – con il quale sono stati stanziati complessivamente 935 milioni di euro che permetteranno allo Stato di finanziare le missioni fino al 30 settembre 2013. La spesa sarà interamente finanziata dal fondo missioni (circa 1.004 milioni di euro), disposto dal decreto dello scorso 6 luglio 2012.
Suddiviso in tre capi, il decreto legge definitivamente approvato a Montecitorio è composto di nove articoli. In particolare, come riassunto dall’Ansa , al primo punto si prevede la proroga della partecipazione di personale militare italiano alle missioni internazionali in Afghanistan (Isaf e Eupol) nella regione Ovest del Paese con il compito di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza a Kabul e in tutto l'Afghanistan. Altre missioni importanti: nel Libano, al confine con Israele; nei Balcani, in Kosovo e nella Bosnia Erzegovina e per mare con l'impiego di unità navali contro la pirateria al largo della Somalia.
Oltre alle operazioni di maggior rilievo sono previste altre 17 missioni e attività. Nella quasi totalità dei casi, queste operazioni di minor impatto finanziario sono state avviate negli anni passati e non presentano sostanziali modifiche. Tra di esse l'operazione dell'Ue denominata 'Sahel Niger', diretta a sostenere le autorità nigeriane nello sviluppo di una strategia di sicurezza nell'area centrale dell'Africa, con riguardo anche a iniziative per la formazione delle forze di sicurezza del Mali, in questi giorni alla ribalta della cronaca per l'intervento militare francese contro le milizie islamiche che controllano il Nord del Paese africano.

L’INTERVENTO IN MALI. Per quanto riguarda l’intervento in Mali, il contributo italiano è stato illustrato ieri dal ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, e il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. L’Italia invierà due aerei da trasporto C-130 e un aereo 767 per il rifornimento in volo, più gli istruttori (tra 15 e 24) da inviare nell'ambito della missione Ue di addestramento. La Camera ha impegnato il governo - in linea con la risoluzione 2085 del Consiglio Onu – “per un periodo di due mesi, estendibile a tre”.
Terzi ha ricordato che l'Italia, impegnata nella lotta al terrorismo, ma anche nella stabilità del Sahel, non può non essere parte della missione di addestramento europea, sottolineando che la crisi “avrà tempi lunghi”e che “senza una piena responsabilizzazione delle forze africane e maliane, difficilmente se ne potrà uscire”. Alle Commissioni riunite di Camera e Senato, il titolare della Farnesina ha assicurato che sulla vicenda il governo intende muoversi con “prudenza, valutando tutte le implicazioni”.