La commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza – 19 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti – il regolamento per l’obbligatorietà dell’etichettatura di origine sui prodotti importati in Europa da paesi terzi. Dopo il si della commissione il testo, proposto dall’eurodeputata Cristiana Muscardini, passerà al Parlamento e quindi al Consiglio di Bruxelles.
Il regolamento, limitato ai soli prodotti destinati ai consumatori finali, si applica ad una lunghissima lista di prodotti (compresi tessile/abbigliamento, gioielleria, ceramica, pelle e arredamento), che già si pensa potrebbe essere estesa in futuro.
Tra gli emendamenti approvati quello che limita il regolamento ai soli prodotti destinati ai consumatori finali e quello che introduce un sistema armonizzato di sanzioni in caso di violazione della legge con pene minime comuni per garantire uniformità di applicazione in tuti gli stati membri.
Soddisfazione naturalmente per le istituzioni italiane. Per Adolfo Urso, viceministro allo sviluppo economico con delega al commercio estero, “La tesi italiana fa breccia in Europa, è questa la strada maestra per tutelare il made in Italy”.
Urso ribadisce quindi la ferma volontà del governo di portare a compimento la battaglia, iniziata dall’Italia già nel 2003: “Non abbasseremo la guardia, al contrario governo e forze politiche e sociali saranno vigili affinché già dal prossimo anno l’obbligo dell’etichettatura sulle merci possa entrare in vigore”.
“Questo voto segna un passo in avanti in una battaglia di civiltà su cui le camere di commercio sono impegnate da anni” – ha affermato il presidente Unioncamere, Ferruccio Dardanello – “La tracciabilità dei prodotti sul mercato è fondamentale per tutelare gli imprenditori corretti e informare i consumatori”.