Miniliste, pluricandidature e premio di maggioranza: l'Italicum è realtà © Getty Images

Alla fine il premier Matteo Renzi l’ha spuntata: il governo ha rottamato il Porcellum, promuovendo a legge l’Italicum. I voti a favore sono stati 334, 61 i contrari, 4 gli astenuti. «L’Italicum funziona ed è costituzionale», assicura il ministro Maria Elena Boschi. La nuova norma entrerà in vigore da luglio 2016 e varrà solo per la Camera. Si tratta di una legge elettorale proporzionale che prevede un premio di maggioranza del 55% (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40% al primo turno. Qualora questa percentuale non venisse raggiunta, i due partiti più votati tornano alle urne per un secondo turno, dopo 15 giorni: il ballottaggio stabilirà l'assegnazione del premio.

I partiti perdenti, invece, si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti. La soglia di sbarramento concordata è del 3%, contro l’8% inizialmente ventilato da Renzi e Berlusconi. Il compromesso è risultato gradito a Sel, Fratelli d’Italia, Scelta Civica, Alleanza popolare ma non è detto che questo basterà a rendere la vita facile ai piccoli partiti, visto che la legge vieta le coalizioni. L’altra grande novità rispetto al Porcellum è l’introduzione delle miniliste: vengono archiviate le lunghe liste con i nomi bloccati, a favore di liste con i soli capolista bloccati e altri 6-7 candidati tra cui scegliere. L’elettore può esprimere fino a due preferenze, purché si tratti di candidati di sesso diverso, pena l’annullamento del voto. Infine, si introducono le pluricandidature: uno stesso candidato può proporsi in 10 collegi. Una volta eletto, sarà lui a scegliere dove collocarsi.